venerdì 25 luglio 2008

Ripresa con telecamera su un marciapiede, successivamente denominata "Viral".



Ora che ci penso, forse Springsteen aveva scoperto i virali prima ancora della loro possibile esistenza. Eccolo nelle strade di Copenhagen nel 1988 (You Tube non esisteva), improvvisare cinque o sei pezzi accompagnato da un povero disgraziato e ripreso da qualche passante. Una volta inventato You Tube, le riprese hanno iniziato a fare il giro del mondo alimentando il mito. Esattamente come accadde negli anni '70 quando Bruce diventò Bruce principalmente attraverso il passa parola (oggi "WOM") della gente, che non aveva mai visto niente di simile dal vivo. Forse Springsteen sapeva tutto questo, forse no. Per me, nonostante abbia scavalcato i cancelli di Graceland da giovane per incontrare Elvis, resta il musicista meno Disbanded del mondo, qui però presentato dall'attore forse più Disbanded del mondo. WOM, Virali, Guerilla: l'importante è dare un nome nuovo alle cose che esistono da sempre.

Elvis has left the building.

giovedì 24 luglio 2008

Il Cliente ha a volte ragione.



A dare retta ai discorsi che si sentono fare tradizionalmente nelle agenzie di pubblicità, il panorama sarebbe così composto: un gran numero di creativi molto bravi, un pugno di agenzie che si salvano, una montagna di campagne che per varie ragioni finiscono nel WC (non il rapper membro del trio Westside Connection, né il carburo di tungsteno, ma proprio il cesso), e un unico colpevole: The Client. Sappiamo tutti che in verità non è quasi mai l'unico colpevole dei nostri fallimenti (spesso è la nostra famiglia o lo Stato), ma ha spesso una buona fetta di responsabilità. A maggior ragione allora mi chiedo, e chiedo a quanti tra di voi abbiano scelto la strada sbagliata a suo tempo e oggi lavorano nella comunicazione: chi è il miglior cliente che avete mai incontrato nella vostra carriera? Mi interesserebbe sapere sia il brand, sia (visto che parlare bene non dovrebbe generare denunce) nomi e cognomi di vari Direttori Marketing, Responsabili Comunicazione, ma anche AD, Presidenti, o Portaborse particolarmente illuminati. Ci sarà qualcuno che si salva, in questo oceano di Disbandedness. Se è vero - ed è vero - che le belle campagne si fanno sempre in due, questo è il momento dei Ringraziamenti Pubblici.

Elvis has left the building.

martedì 22 luglio 2008

Disbanded kitchen?



La cucina sarà anche il cuore della casa, ma quando si tratta di ristoranti diventa un luogo di alta Disbandedness. L'ho capito da piccoli ma significativi momenti artistico-letterari. Dapprima fu Kitchen Confidential, libro-culto che rese ricco e famoso il modesto chef Antony Bourdain: illuminante nel descrivere come il trittco sex-drugs viva a proprio agio tra i pentoloni e i taglieri (mi ha fato piacere ritrovarci un mio vecchio pensiero: se vedi che il bagno di un ristorante è sporco, stai pur certo che sarà sporca anche la cucina. Ah, sì.). Quindi è arrivato Ratatouille, Disbanded non tanto per i topi in cucina, quanto per la bellissima scena della descrizione dei cuochi in cui si comprende che anche alla Pixar sanno benissimo che in cucina non abita più Mary Poppins (in verità forse non ci ha mai abitato). Poi, di recente, è uscito un bel libello che si chiama Rock Restaurant. L'ha scritto Alex Kapranos, cantante e chitarra dei Franz Ferdinand, che prima faceva il cuoco e quindi è del settore. Il suo è un diario dei luoghi in cui ha mangiato durante il loro tour, luoghi divertenti, Disbanded, imperdibili. Ve lo consiglio per le vacanze, soprattutto se dureranno un giorno o due. E' qui che ho trovato la storia di Elvis che lascia come mancia a una cameriera una Cadillac, o il pensiero di Lou Reed secondo il quale più sei famoso, più le persone ti stringono la mano vigorosamente, tanto che spesso deve fare finta di avere un polso slogato. Con il cibo c'entra poco, ma è un aneddoto Disbanded.

Elvis... (vedi foto).

lunedì 21 luglio 2008

Luoghi, momenti e tecniche per pensare meglio.



Come chiunque abbia mai tentato di farsi venire un'idea sa benissimo, le idee non arrivano quando ti concentri attentamente, ma al contrario quando riesci a liberarti e ad essere il più leggero possibile. Lasciarsi andare, questo è da sempre il segreto. Da una strategia soffocante, da ragionamenti in cui ti sei incartato, o semplicemente da schemi che qualcun altro ha creato al posto tuo, o che tu stesso ti sei imposto. Ognuno ha delle tecniche per provare a lasciarsi andare. Per esempio io so che mi vengono delle idee se vado a nuotare. Altre buone idee arrivano quando sono in aereo. E voi? Avete delle tecniche per lasciarvi andare e pensare più efficacemente che non richiedano per forza un check-in? A meno che non sia un segreto che non volete dividere con la concorrenza, le potete scrivere qui nei commenti, così che tutti noi possiamo sperimentarle, inventare cose, diventare ricchi, e - in ultimo - fare del bene a questa Umanità che non lo merita.

Elvis, the one who left the building.

venerdì 18 luglio 2008

Non accadrà mai più.



Tra le mille campagne contro le Olimpiadi in Cina, questa ha vinto un bronzo all'ultimo Festival di Cannes. Non è che fosse migliore delle altre (anzi), ma aveva delle belle foto ed era firmata da TBWA/Paris, quindi aveva più peso specifico naturale nonostante il pensiero di primissimo livello. Ma la notizia di oggi è che sia Amnesty, sia la TBWA mondiale nella persona del suo CEO Tom Carrol ne prendono le distanze. "E' troppo dura", dichiarano. Tu pensa, a me che sembrava deboluccia invece. Per essere più precisi, lo zio Tom promette che "verranno prese misure adeguate affinché non accadano più episodi simili". Promessa impossibile, e quindi Disbanded. I CEO non sapranno mai quante e quali cose vengono prodotte dalle proprie sedi mondiali. Analoghi incidenti erano capitati anche con una campagna per le Doc Martens con le rockstar defunte e con una campagna della Saatchi Cina che costò la testa ai due creativi che ne erano gli autori. Ma per me la cosa più Disbanded di tutte è che queste campagne contro le Olimpiadi Cinesi andavano fatte all'indomani - o meglio il giorno prima - della nomina di Pechino come sede dei Giochi, e quindi all'incirca 8 anni fa. Oggi non servono a niente, se non a vincere un bronzo a Cannes, pure con pentimento postumo.

Elvis has left the building.

iAno. Il nome meno riuscito di tutta la serie.



Il nome è spaventoso, e in Italia anche pericoloso. Però iAno, l'applicazione che consente al vostro iPod o iPhone di essere un pianoforte, non è male. Potete stupire gli amici con un'agile esecuzione di Mad World, ma suggerirei anche la versione di Clocks dei Coldplay. Però sono certo che chiedendo magari a un freelance, avrebbero ottenuto un nome meno Disbanded di questo.

Elvis has left the building.

mercoledì 16 luglio 2008

Forse iniziò tutto con un pugno di Bobby Fischer a Spassky.



Non so come io abbia potuto vivere finora senza conoscere l'esistenza di questo sport: il Chessboxing. Letteralmente Scacchi-Boxe. Un round di pugni, un altro di ragionamenti. Un altro round di pugni, un altro di ragionamenti, presumo giusto un po' più annebbiati. E così via, fino allo sfinimento fisico o mentale. Vince chi per primo butta giù indifferentemente l'uomo o il Re. E' uno sport che esiste veramente (ho visto che è celebrato pure in una song dei Wu Tang Clan), ed è piuttosto seguito nei paesi asiatici, o in quelli strani come la Francia. Totally Disbanded. Eppure c'è chi compra il biglietto per vedere tutto questo: l'intelligenza che si mischia alla forza, e prevale sulla debolezza della stupidità.

Elvis has left the building.

Nascita di un peto. A Disbanded documentary.



Elvis has left the building.

2008, anno ufficiale della Disbandedness.



A vederlo da fuori sembrerebbe quasi un mercato vivace e dalle mille opportunità: nel 2008 quasi tutte le grandi agenzie di pubblicità hanno cambiato i loro vertici creativi. Un movimento che ricorda le migrazioni epocali che storicamente precedono le grandi guerre (anche se qui si si combatte per un pezzo di torta secca prerosicchiato dai topi e due biglietti del gratta & vinci). A memoria, e in totale disordine, cito i cambiamenti in McCann Milano (con l'arrivo di Marco Cremona & altri, mentre Giorgio Natale apre Auge), in Mc Cann Roma (dove Paola Manfroni va ad aprire la sua MaRiMo), in Publicis (con McGregor che va via, sostituito da due nomi al momento segreti ai più), in United (con Pepe-Siani che vanno in BBDO), in BBDO (con Vigorelli che scende a Roma e Lorenzini che va a fare il giro del mondo), in Armando Testa (con Mastromatteo che arriva), in Saatchi&Saatchi Roma (dove Luca e il qui presente Ted aprono The Name) e Saatchi Milano (con Agostino Toscana che scende a Roma) in Leo Burnett (dove Volpi e Ambrosini lasciano per andare in Wlf), in Memphis (dove Elvis has left the building). Tutto nel 2008. E in più molte altre scosse, alcune da me dimenticate, altre semplicemente omesse o non rivelate perché questo non è un luogo di gossip. Ma la vera domanda è: i cambi di poltrona fanno bene ai reparti creativi? Lo stagno è movimentato dai nuovi rospi? La pubblicità italiana ne beneficerà? Ma soprattutto: con o senza la i?


Elvis has left the agency.

lunedì 14 luglio 2008

Adesso il mondo è piatto. (Ma ieri notte purtroppo c'era qualche duna).




Queste due foto sono state scattate da me sul bagnasciuga di Fregene, e mostrano una Jeep Cherokee arenata nella sabbia dopo una bravata notturna di qualche ricco imbecille ubriaco. Impantanata lì come un elegante monolite, sembra quasi un ambient o guerrilla al contrario. Ironicamente, il modello si chiama Sahara. Ancora più ironicamente, questa è l’auto che campeggia in quella pubblicità dal titolo “Adesso il modo è piatto”, in cui si vede un canyon ridotto a una lastra piatta (non proprio lei, ma quasi, come da commenti qui sotto). Ma evidentemente un conto sono i canyon e i deserti, un altro la dura realtà delle dune del Miraggio di Fregene, a 35 min. da Roma.

Elvis has left Fregene.

sabato 12 luglio 2008

L'UFO a forma di triangolo. Una vera Disbanded story.



Racconto per una volta un episodio personale, occorsomi (proprio così: occorsomi) diversi anni fa. Mi trovavo nel deserto di Yuma (sud dell'Arizona) con una moto comprata usata in Colorado insieme a un mio amico nel nostro lungo viaggio post-maturità. Era notte, perché di giorno quella strada era troppo calda per essere attraversata in moto: proprio in quella stessa estate erano morte per il caldo diverse persone. Guidavo io, e il mio amico era dietro. NB: Non avevamo preso droghe. Nel cielo, sulla destra, vediamo comparire una luce piuttosto piccola. Ai lati di questa piccola luce centrale, si palesano tre luci per parte, come a formare due triangoli. Questi due triangoli cominciano a oscillare, mentre dalla luce centrale iniziale discende un fascio luminoso che illumina il terreno, e quasi lo esplora. Io, impaurito a morte, spengo le luci della moto e vago nel buio lungo la strada del tutto deserta. A quel punto però si impaurisce il mio amico, che mi intima di riaccenderle. Per la prima e ultima volta nella mia vita mi trovo davanti al seguente dilemma: meglio morire risucchiati da un UFO o infilzati dalle spine di un cactus? Scegliamo la prima morte, ma a tutta velocità riusciamo a lasciarci alle spalle l'incubo. Dopo un'ora buona raggiungiamo una stazione di servizio, dove però nessuno ha visto niente. Io non credo agli UFO, ma quella sera ho provato terrore. Ora, a distanza di più di 20 anni, esiste Internet. E per la prima volta lo interrogo. Chiedo a Google: Yuma Desert UFO. Ed ecco cosa mi fa vedere.

Elvis has left the building.