sabato 4 aprile 2009

Maestro Oldham, purtroppo non c'è una lira.



Sempre a proposito di Stones, e poi la finisco. Detto fra noi, ma non sarebbe stato più giusto che i Verve devolvessero i diritti di Bittersweet Symphony a Andrew Oldham per questo suo magnifico arrangiamento, piuttosto che agli Stones per l'originale The Last Time, che tutto sommato gli assomiglia molto meno? Sono molto più fan di Mick e Richard che di Richard Ashcroft eppure devo ammettere che il pezzo da cui proviene Bittersweet Symphony è molto più brutto di Bittersweet Symphony, che resta uno dei momenti più alti del rock anni '90 e non solo. Chi ha fatto tutto il lavoro, per me, è stato: primo Andrew Oldham con la sua orchestra, secondi i Verve catturandone le spirito, ma soltanto terzi gli Stones scrivendo la sequenza di note. Lo so vostro onore, suona strano. Ma io la penso così, a caldo, appena 12 anni dopo.

Elvis has let the building.

mercoledì 1 aprile 2009

Una rara foto di Joe Dallesandro.



Rivedendo l'altra sera per l'ennesima volta The Limey ("L'inglese", grande film di Soderbergh del 1999), mi sono accorto che tra gli attori figurava anche il tipo ritratto nella celebre foto di questo celebre disco. Si chiama Joe Dallesandro, senza apostrofo e con due elle. Dallesandro - che tutto sommato incredibilmente è ancora vivo - fu una delle più note stars della Factory di Andy Warhol, specie grazie al film cult Flesh. Fu il suo pusher a indirizzarlo alla cortese-anche-troppo attenzione di Andy e Paul Morrissey, che lo inserirono all'istante nel cast del loro film "The Loves of ondine". L'estrema bellezza di Dallesandro finì per farne un vero e proprio idolo underground (oggi si direbbe Disbanded) di quegli anni. Marpione Warhol lo ritrasse tra l'altro in queste Polaroid, che poi finirono sul disco degli Stones e di fatto nella storia delle copertine più belle e famose di tutti i tempi. Subito dopo questa, è chiaro.

Elvis has left the building.

lunedì 30 marzo 2009

Now a door in every room!




Il 1° aprile esce un libro che racchiude la ricchissima o poverissima storia delle campagne per il Budget Hotel Hans Brinkner. Per me una case history tra le più belle, intelligenti, fruttuose e piacevoli degli ultimi anni, firmata da Kassels Kramer's. Prendere il punto debole del tuo prodotto, e cavalcarlo fino allo sfinimento: uno dei cliché che i seguaci della Disbanded philosophy inseguono e - è il caso di dirlo - sognano invano da anni.


Elvis has left the building.

domenica 29 marzo 2009

Quality comes from quantity?



In un'interessante (ma alla fine un po' pallosa) intervista a Cannes all'interno del Diary of a Creatve Director, il pluri-decorato creativo brasiliano Marcello Serpa esprimeva un concetto interessante e al tempo stesso antico: nel lavoro creativo, la qualità deriva anche dalla quantità. Se produci due Gorilla, hai il doppio delle possibilità che almeno uno sarà buono. Se fai 100 campagne, avrai maggiori possibilità di individuarne una decina assai creative. E se ne fai 1000, le possibilità aumenteranno, e così via. La cosa ovviamente si ripercuote sui premi: conoscevo un'agenzia brasiliana che lo scorso anno aveva inviato a Cannes 380 lavori stampa: più di uno al giorno, festivi inclusi. Ora che inizia la stagione dei premi e riconoscimenti creativi, sarebbe interessante sapere se la Quantity generale dei lavori iscritti ai festival sia scesa di molto, portandosi appresso anche la già cagionevole Quality. Voci dall'ADCI parlano di un sensibile calo delle iscrizioni chiuse venerdì (in compenso sono cresciute le categorie). A Cannes non so ancora se ci sarà per la prima volta da anni un calo, ma è probabile di sì. Nel frattempo i nomi dei giurati italiani iniziano a circolare: ne conosco (e ne stimo molto) ben 3. Piuttosto: ma con tutti i soldi che fanno, perché quelli di Cannes non danno un ritocco al sito, mai così brutto e confuso?

Elvis has left the building.

It's OK to cry.



L'esclusivo fazzoletto dell'indice Dow-Jones dal 2004 al 2009. Ottimo anche per asciugarsi le lacrime dei 28 dollari dei suo costo. (thanks Winkler+Noah)

Elvis has left the building.

giovedì 26 marzo 2009

Probabilmente la cosa più bella del Curioso caso di Benjamin Button.



Grande piccola perla creativa uscita sul Time Out di Sidney. Il brand in questione (da noi Oil of Olaz) si distingue sempre per annunci bellissimi ma super-nascosti o clandestini. Forse hanno scoperto che le idee belle fanno invecchiare, e non ce l'hanno detto.

Elvis has left the building.

mercoledì 25 marzo 2009

Sobrie idee regalo per ingraziarsi la mamma della nuova fidanzata.



In occasione dell'imminente pranzo di presentazione, potresti giungere da lei con un bel piatto da portata con atleta di Catch (l'antesignano del Wrestling), oppure di Ultraman, o anche del probabile suo ex idolo Charles Bronson. Tutte creazioni che potete trovare a Le garage Pierre Blanc. Comunque i tempi cambiano, e conosco mamme, anche abbastanza adulte, che apprezzerebbero di certo. I fiori portateli direttamente nel vaso dei Kiss. (thanks Andrea)

Elvis has left the building.

martedì 24 marzo 2009

Unkle - "Heaven" (directed by Spike Jonze and Ty Evans)



Heaven dei miei da sempre amati UNLKE, appoggiati e rimontati dal mio idolatrato Disbanded Spike Jonze nel film Fully Flared, che ci mise quattro anni a uscire. Le esplosioni sono vere, è napalm. Per un'esperienza ancora migliore consiglio:
a) di vederlo da You Tube, in HD.
b) delle cuffie, e volume alto.
b) di aspettare di arrivare almeno a metà.

Elvis has left the building.

lunedì 23 marzo 2009

E Bogusky è uno che se ne intende.



In questo molto gradevole scritto per Advertising Age firmato dallo skater miliardario Alex Bokusky, il fascinoso creativo della CP&B spiega tra l'altro come le agenzie più piccole e snelle (un tempo anche la sua lo era) possano avere un ruolo determinante nello scenario catastrofico attuale. E parla di nomi. I nomi delle agenzie. Quattro righe mi hanno incuriosito, e le riporto per vostro diletto e insegnamento: "Whatever happened to naming agencies after the partners? Call me old-school, but if you have a name like Ari Merkin, the world needs to see it on some letterhead and real big on the side of a building. Merkin is a wonderful name, and the word is actually worth looking up in Wikipedia. You won't regret it.

Do it now. I'll wait ..."
A me piaceva anche BAD, comunque.

Elvis has left the building.

venerdì 20 marzo 2009

Di tutte le leggende, la più Disbanded.



Anche se non è certo una novità, vale la pena riproporre il video più Disbanded di tutti quelli che riguardano le dead-or-alive celebrities: il presunto (e unto) Jim Morrison che se la spassa facendo rodei in un ranch dell'Oregon tra vecchi cowboy. Lui poi che amava i Navajo. Disbanded è anche il fatto che il DVD con tali esilaranti prove venga venduto a 29 dollari. Un classico della videografia DSBND.

Elvis has left the building.