giovedì 24 giugno 2010

La prova che Cannes è una lotteria, in poche righe piene di vocali.




Come può accadere che una campagna nel 2009 a Cannes non entri nemmeno in shortlist, e l'anno successivo vinca il Grand Prix (e venga poi squalificata)? E' una bella domanda, e non lo dico perché l'ho posta io. Accade infatti che il GP della stampa venga dato a questa campagna per lo Scarabeo della Ogilvy Mexico. Ma il sito AdWeek scopre che la campagna è presente in molti blog già nel 2008: e quindi, andando a spulciare, si vede che era stata già iscritta al Festival lo scorso anno, cosa vietata dal rigido regolamento del festival dei fake. Quindi il Grand Prix viene revocato, e lo vince una campagna con Marylin Manson e altri figuri della BBDO Brazil. A parte farci disquisire se sia giusta o meno questa severità, la storiella ci insegna quanto Cannes sia una lotteria: un anno la tua campagna può non entrare, ma con una giuria diversa può essere un Grand Prix. Roba da togliere il sonno a molti creativi. E la reputazione a molti festival.
(L'Italia come già raccontato vince un argento con le Rear view Cameras di DDB e un bronzo con Museo del Fumetto di JWT.)

Elvis has left the building.

Il figlio segreto di Elvis, già ubriaco di cioccolatini al whisky.



Oltre al prevedibile GP per "Be Stupid" di Diesel, la categoria tutto sommato più facile da fruire di tutto il festival (quella dei Poster: non devi passare le ore a vedere video di case histories) premia la bellissima operazione del Teletrasporto, già vista qui a gennaio. L'Italia prende un altro oro con l'operazione-Auditorium, intesa qui come ambient (per questo è nei Poster). Ma quella che vediamo qui è la più Disbanded di tutte: bambini ubriachi per via di cioccolatini al whisky. Da 0 a 10,è fake 11.

Elvis has left the Palais.

mercoledì 23 giugno 2010

Cannes 2010: no Grand Prix on Radio Lions.



E anche questa è una notizia. Sembra che il GP naturale dovesse essere assegnato alla campagna per la Croce Rossa della Colombia, ma le regole prevedono che le campagne sociali non possano vincere il GP. Quattro ori se li è invece portati a casa questa campagna per la birra Dos Equis, con il personaggio di Mr. Interesting, già protagonista dei relativi spot. Ancora una volta Cannes Radio premia la scrittura più che il trick sonoro (come dimostra la più premiata campagna radio di tutti i tempi: Real men of genius, o le fantastiche serie di National Thoroughbred Racing), motivo per cui alla fine i radio li fanno i copy, generalmente. Riporto da un articolo: "Jury head Paul Lavoie, chairman of Taxi, said that the jury particularly liked the end line, "I don't always drink beer. But when I do, I drink Dos Equis". Noi fanatici della radio ci accontentiamo di queste piccole cose. Sfumature, si potrebbero chiamare.

Elvis has left the building.

lunedì 21 giugno 2010

Auditorium entra nel Cannes Auditorium, e altre piccole soddisfazioni dell'Italia di Lippi.








Dopo i primi annunciati, meritati e speriamo-servano-a-qualcosa-successi della campagna Auditorium di Heineken (2 ori e 2 bronzi nei Promo Lions, aspettando Titanium e TV, più qualche shortlist varia), ecco le per-ora-shortlist italiane nella categoria Press di Cannes. Curiosamente le unisce una stessa caratteristica: raccontano tutte e tre delle storie (e, of course, si sono viste pochissimo). JWT firma la seconda fortunata serie del museo dei fumetto e la campagna Rimmel (unica presente nella categoria Cosmetics&Beauty). Mentre la campagna delle Rear view cameras è della DDB. Nei poster entra in shortlist l'ambient di Heineken. Direttore Creativo di tutte queste campagne è Marcello Lippi.

Elvis has left the building.

mercoledì 16 giugno 2010

Se lo squalo di Spielberg giace in una discarica, dove giacerà quello di Batman e Robin?



Recentemente ho letto la notizia del ritrovamento in una discarica americana di uno squalo finto, poi rivelatosi essere uno dei tre squali usati per l'omonimo film di Spielberg: due erano stati distrutti dopo il film, e uno era finito prima negli Universal Studios Tour e poi in quel mare di immondizia. Mi chiedo quindi: se uno squalo-celebrity come quello finisce nella spazzatura, che fine potrà mai aver fatto questo autentico pezzo di plastica rigido comparso in un film di qualche anno fa? A parte l'assurdità di due supereroi che devono sudare le sette camicie per liberarsi di un pesce appeso alla scaletta di un elicottero, e' da notare il grande lavoro del team degli effetti speciali. Noterete che lo squalo quando viene colpito emette il classico suono del pupazzo di gomma vuoto. Pare che la produzione del film sia stata poi multata per aver gettato in mare un pezzo di plastica così grande. (Thanks to i 2 Davidi)

Elvis has left the building.

martedì 15 giugno 2010

Quando Andy Warhol disegnò un piccolo pene su un chip di ceramica spedito sulla luna.




Potrebbe essere il titolo più Disbanded di questo moribondo (ma è solo la fiacca pre-estiva, non suonate la campana) blog. Invece è una storia vera, raccontata da USA Today e da un autorevole programma pseudo-scientifico (video). Nel 1969 si pensò di far salire sull'Apollo 12 un museo in miniatura che raffigurasse qualche esempio significativo degli artisti più quotati dell'epoca (Jasper Jones escluso, del resto la bandiera era già stata spedita con l'Apollo 11). Così Robert Rauschenberg disegnò una linea, Claes Oldenburg raffigurò Mickey Mouse che fa la linguaccia, David Novros e John Chamberlain delle figure geometriche. E Andy Warhola? Un razzo, apparentemente. Di quelli che spesso compaiono sulle piastrelle dei bagni pubblici o nelle cabine telefoniche.

Elvis has left the building.

mercoledì 9 giugno 2010

DOD (David On Demand).



Ecco cosa trovate se cercate su Facebook "David Perez" o David on Demand: "My name is David Perez. Leo Burnett is sending me to Cannes on one condition – I have to do anything you tweet me. 24 hours a day, all week long. Oh – and I’ll be wearing a pair of webcam glasses. Watch it all go down on DavidonDemand.com". Il ragazzo però sta già mettendo le sue grasse mani avanti, dichiarando che anche DoD ha dei limiti. In ogni caso, più che di David, mi sembra una bella idea di Leo.

Elvis has left the building.

venerdì 4 giugno 2010

Il primo banner profumato.



Divertente super-fake brasiliano per annunciare un nuovo profumo. Cosa meglio di un bel banner profumato da lanciare su larga (?) scala negli internet point di tutto (?) il Brazil? Verrebbe da chiedersi cosa succede se clicchi il banner da casa. Ma ancora una volta l'idea funzionerà grazie al tam tam sul web, e ai click a questo video. Per il resto io ho cliccato ed è uscito fuori un odore di silver in Cannes.


Elvis has left the building.

martedì 25 maggio 2010

Advertising, why not?





Voglio scommettere che quest'anno il GP del festival di Cannes della pubblicità verrà assegnato a uno spot tradizionale. Dopo anni di (meritati) primati di operazioni web, virali o in qualche modo trasversali, quest'anno le coscienze ormai pulite delle giurie del festival più importante del settore daranno il leone più importante a un commercial vero e proprio, magari lungo tre minuti, magari destinato a spazi media speciali, ma pur sempre uno spot. Non mi stupirei se fosse un'idea addirittura razionale e old fashioned. "Del resto abbiamo già dimostrato di essere attuali e contemporanei negli anni passati." - dirà il Presidente - "Oggi possiamo anche permetterci il lusso di premiare quello che ci piace veramente; l'incredibile piano sequenza sulla lunga camminata di Robert Carlyle o le spettacolari sliding doors di Rooney, Cannavaro e i due Ronaldi, senza che nessuno pensi che siamo bolliti. Siete con me? Votiamo:...".


Elvis has left the building.

Le tiro il mio biglietto da visita.



Conoscevo un creativo che faceva un uso talmente smodato dei suoi biglietti da visita da fare forse invidia addirittura al Maestro del Lancio dei Biglietti da Visita. Uno di quei virali in cui ti chiedi fino alla fine: ma è un falso o è un pazzo? (la risposta giusta per me è la due). Samsung c'entra un po' tirato per i capelli, ma chi se ne frega: l'ennesima prova che un virale, per funzionare, deve essere così: spettacolare, divertente, abbastanza pazzo, non replicabile con altri oggetti similari. Io ho provato un po' nel pomeriggio con alcuni miei biglietti da visita e con delle carte da gioco, ma niente: non volano. E' lunga la strada per diventare Master. (Thanks Lady L Shiny Red)

Elvis has left the building.

venerdì 21 maggio 2010

Strange pop art mutation (per vedere il video cliccare qui sotto).


Original Video - More videos at TinyPic

Un'altra tendenza colta sul nascere nell'affollato terreno dei video già esistenti ma riadattati. Due esponenti dell'indie/dream (oh!) pop di New York, cantano perfettamente a sync sul video di Justin Bieber "Never let you go". Ma cantano una song completamente diversa, e nuova. Se gliene fregasse qualcosa a qualcuno di Justin Bieber e dei due esponenti dell'indie dream pop ci sarebbe da leccarsi i baffi. Qui il deprimente pezzo originale. (In ogni caso thanks Cifra)

Elvis has left the building.