lunedì 9 gennaio 2012

I'm not an Art Director.




Molti non-pubblicitari sono inclini a pensare che l'Art Director sia il capo di qualcosa, per via di quella parola all'interno della qualifica: Director. È lo stesso errore in cui deve essere incorso anche Lars Von Trier quando nel suo recente Melancholia "promuove" Art Director una Copywriter. In realtà, nella coppia creativa, è la figura che fa il lavoro più pesante e le ore piccole più spesso, come sappiamo. Come se non bastasse viene messo alla berlina da questo video - del 2010, ma da allora le cose sono solo peggiorate - e da questo pupazzo. Exxagerated? Yes. Ma l'iperbole fa parte del mestiere stesso.
(via Copyranter)

Elvis has left the building.

venerdì 6 gennaio 2012

Prendi il nulla e scappa.



Un bel video di pochi giorni fa per LG, di quelli che fa piacere aiutare a diventare virali. (via)
Postilla del 9 gennaio che farà piacere a chi crede alle idee: questo video aveva 350 visite al momento del post (ma era appena uscito). Oggi è a circa 1 milione e mezzo. 

Elvis has left the building.

giovedì 5 gennaio 2012

Best use of Facebook Timeline ever ("ever" si fa per dire).





Probabilmente il miglior uso della Timeline di Facebook fino ad oggi. O se non altro il primo. Una campagna antidroga sviluppata dalla McCann israeliana, che ci mostra un anno con le droghe (a sinistra) e un anno senza droghe (a destra) di un fantomatico Adam Barak. Paradossalmente, tuttavia, la vita di sinistra appare più movimentata e probabilmente emozionante; mentre quella di destra è piacevole ma al tempo stesso induce a iscriversi a Comunione e Liberazione. Ciò potrebbe ritorcersi contro il senso stesso dell'operazione, ma come si dice Roma, "che stai a guardà il capello?": l'operazione è comunque innovativa e ci piace, a differenza della droga chiaramente.

Elvis has left the drugs.

martedì 3 gennaio 2012

I Maya e la fine degli avvocati della Kellogg's.




Un mio compagno di liceo, negli anni in cui io iniziavo a lavorare nella pubblicità, prendeva un'altra strada, diventando archeologo. Oggi vive in Guatemala e nel suo campo pare che sia un'autorità mondiale. Vengo a sapere questa storia che lo riguarda, e ve la racconto perché è molto Disbanded.

Qualche tempo fa Francisco Estrada (questo è il suo nome, è guatemalteco) apre un sito e crea un marchio per il suo istituto di archeologia Maya. Lo vedete a sinistra; è bruttino ma del resto lui è un archeologo, non un grafico. Il marchio ritrae un Tucano e una piramide, due simboli di quell'area. Dopo qualche tempo riceve una lettera dagli avvocati della Kellogg's: a quanto pare i giganti americani dei cereali hanno uno spot in onda che ritrae un gruppo di tucani che portano via da una piramide il dolce tesoro Maya, facendosi beffe dei custodi. E il Tucano Sam è il simbolo della marca: lo vedete a destra. Quindi - secondo i legali - Estrada deve ritirare il marchio, perché potrebbe generare confusione presso i consumatori di cereali. Come una multinazionale di quel calibro possa essere impensierita da un sito archeologico di nicchia, resta per me un mistero. Anche l'arroganza di pretendere che pappagallo+piramide sia un binomio di proprietà di una marca rimane per me un grande mistero, anche se non mi stupisce più di tanto. Fatto sta che Estrada decide di non cambiare il marchio, e anzi parte al contrattacco: la Kellogg's - sostiene in pubblico - offende la cultura Maya con uno spot in cui i Tucani si fanno beffe del sarcofago. La storia esce sui giornali, i consumatori guatemaltechi sono infuriati con la Kellogg's, nasce un putiferio, ne parlano i telegiornali. La denuncia di plagio del marchio si trasforma in un boomerang. Provate a digitare Kellogg's Toucan Maya su google per farvi un'idea. Alla Kellogg's non resta che correre ai ripari. Lo spot, tanto per dirne una, non esiste più nemmeno su YouTube. Come finisce questa ennesima storia di ottusità del marketing americano? Andate sulla homepage del sito, e scopritelo da soli. Da lassù i Maya ancora ridono sgranocchiando cereali alla frutta: forse non era il genere umano a dover scomparire nel 2012, ma gli avvocati della Kellogg's.

Elvis has left the building.



Jean René Lacoste. Morto nel 1996. Rimorto nel 2011.

Ma poi perché mai una delle poche icone dello stile ancora sobrie (la Lacoste bianca) dovrebbe aver voglia di definirsi Unconventional? Se zio Jean René fosse ancora vivo, qualcuno oggi verrebbe preso a racchettate in testa. E poi, uomini marketing del coccodrillo, non dovreste avere difficoltà a riconoscere - proprio voi - una vera faccia Unconventional.

Elvis has left the building.

giovedì 29 dicembre 2011

Chicks with Steve Buscemi eyes.

Chickswithstevebuscemeyes è una orribile gallery di note e belle ragazze cui sono stati inseriti gli occhi di Steve Buscemi. La galleria è presente in questo blog per il duplice motivo di essere Disbanded e di riguardare uno degli attori da sempre preferiti in queste pagine.

Elvis has left the building.

martedì 27 dicembre 2011

Disbanded bands of 2011.


Video Qui.


Puntualissima segnalazione delle band che sono (o hanno) Disbanded nel 2011. Di alcune non sapevo si fossero sciolte, di altre non conoscevo nemmeno l'esistenza. Alcuni non sapevo fossero band, ma li pensavo singoli individui (Faithless?). Istruttivo, malinconico e terminale. Anche se nulla è mai definitivamente Disbanded as we already know. (Si ringrazia Vimeo per la troppo piccola video-miniatura, Stereogum per la compilazione e Many People per la segnalazione.)





Elvis has left the building.

domenica 25 dicembre 2011

Disbanded interview.



Ci ho messo un po' a capire se fosse davvero Iggy Pop o non piuttosto un mimo comico francese degli anni '70. Era Iggy Pop.

Elvis has left the building.

venerdì 23 dicembre 2011

Most tautologic affermazione ever.


Fatta poi da una compagnia assicurativo-bancaria, assume un ulteriore fascino.

Elvis has left the building.

Herclues and the longest receipt affair.



Un gruppo di artisti salva Hercules, il proprietario di un piccolo negozio di New York destinato alla chiusura, comprando tutta la merce. Il risultato, oltre alla felicità del negoziante, è lo scontrino più lungo del mondo rivenduto come opera artistica allo stesso prezzo pagato per l'acquisto di tutti i beni. Qui tutta la storia e le foto. (via Federico Russo)

Elvis has left the building.

giovedì 15 dicembre 2011

Vi tolgo solo 45 minuti.



Se siete davvero appassionati di pubblicità e avete un po' di tempo da perdere - non ho scritto buttare - eccovi ben 7 pagine di racconto sulla genesi, la presentazione e la messa in onda di una delle campagne più famose della storia ("Think different" di Apple), scritte direttamente da Rob Siltanen, il direttore Creativo dell'epoca, un grande pazzo che evidentemente si era appuntato tutto (date, incontri, reazioni). Ne esce un quadro un po' meno romantico su Steve Jobs, che diventa un cliente come tutti gli altri, un po'ottuso e certamente nervoso, incline alche lui alla fine a trattare l'agenzia (e parliamo della Chiat/Day dei tempi d'oro) come un fornitore qualsiasi. Deludente scoprire come il celebre concetto "Think Different" nascesse come risposta a "Think IBM", utilizzato allora. Tutto perde fascino, ma lo riacquista quando poi guardi le cose dall'alto, come sempre, con gli occhi buoni e giusti della Storia. Ma 7 pagine sono davvero tante, troppe. 7 pagine di un articolo che parla di pubblicità: impensabile dalle nostre parti. E immagino che farei un favore proponendo un sunto, o almeno i passaggi più interessanti dell'articolo. Ci proverei, se solo lo avessi letto tutto.

Elvis has left the building.

lunedì 12 dicembre 2011

Don't watch videos, watch comments.



È una deformazione da copywriter, o a volte i commenti ai video di YouTube sono la parte più divertente di tutta la faccenda? È una deformazione. Però a volte lo sono davvero. Per operare una rigida selezione, e offrire solo i più divertenti, o caustici, o ispiratori, è nato YouThumb, un blog che li seleziona e li posta insieme al video. La galleria è recentissima, e si possono segnalare altre perle alla apposita mail in coda al blog. Disbanded.

Elvis has left the building.