martedì 25 settembre 2012
Subway Etiquette in Tokyo.
Dal 1974, nella metropolitana di Tokyo vengono esposti dei manifesti, diciamo così, educativi. Di anno in anno il livello si alza, e i piccoli poster diventano sempre più visibili e sempre più interessanti. Ecco quindi la galleria di Bunpei Yorifuji, che ha educato i viaggiatori di Tokyo tra il 2008 e il 2010 con il suo tema "Do it at home".
Elvis has left the building.
lunedì 24 settembre 2012
The next big thing is already here.
Apple e Samsung sono le nuove Coca Cola e Pepsi, che generarono campagne memorabili per tutti gli anni '80 e oltre? Magari. Per il momento volano solo schiaffetti, ben diversi dalle legnate che si danno in tribunale. Questo l'ultimo round, molto delicato ma un po' da follower, con garbata presa in giro dei super-fan di Cupertino (agenzia 72 and Sunny). Nel frattempo le ferrovie Federali Svizzere denunciano per plagio l'orologio dell'iPhone. In effetti come vediamo hanno entrambi tre lancette e un quadrante, con 12 tacche ognuno. Apple perderà.
Elvis has left the building.
venerdì 21 settembre 2012
Se porti il casco lo devi a Lawrence d'Arabia.
Lawrence d'Arabia (T.E. Lawrence), dopo aver percorso migliaia di km a piedi nella Siria Ottomana e in tutto il Medio Oriente, pedalato in bici attraverso Inghilterra e Francia, cavalcato decine o forse centinaia di cammelli, morì in un incidente di moto vicino a casa sua, in epoca di scarso traffico: nel 1935. Nel tentativo di evitare la collisione con due ragazzi in bicicletta, finì fuori strada e si fracassò il cranio. Il neurochirurgo che ne seguì il tragico decorso iniziò poi un lungo studio sulle cause dei decessi dei motociclisti, che portò alla creazione dei "caschi" sostanzialmente simili a quelli che oggi portiamo noi, e ancora più simili a quelli di chi guida le Harley-Davidson nelle nostre Disbanded città. Se ne potrebbe quasi dedurre che se fosse morto cadendo dal cammello avrebbero inventato caschi per cammellieri, e i motociclisti sarebbero ancora con i capelli al vento.
Elvis has left the building.
lunedì 17 settembre 2012
Per riprese più stabili basta portarsi un Minivan in tasca.
È per cose come questa che è stato coniato il termine Epic Fail. La Nokia gira un video per mostrare quanto siano stabili le riprese del nuovo Lumia 920 con Pure View, ma un montatore cialtrone dimentica di eliminare un riflesso nel minivan che ci rivela la più complessa realtà. La casa finlandese è poi corsa ai ripari girando un video con un Lumia in cui l'immagine balla poco. (A me sorprende molto che la ragazza che guida la bici non guardi proprio mai la strada e sia ancora viva, ma anche questo è un dettaglio cancellabile).
Elvis has left the building.
lunedì 10 settembre 2012
Words like violence, break the silence, come crashing in, into my little world.
11 anni prima e 11 anni dopo. Qualcuno avrebbe mai potuto ragionevolmente pensare nel 1990 che i Depeche Mode sarebbero durati più a lungo delle due torri gemelle? Nessuno, forse esclusi loro stessi, che in un delirio di onnipotenza - o per scommessa - avrebbero anche potuto escogitare il disastro. La verità è che alcune teorie complottiste sul tragico attentato sono anche più ridicole di questa; ne esistono di ogni tipo. In ogni caso quello che vediamo è un promo-video di Enjoy the silence girato nel marzo del 1990 sulla Torre Sud. Video certamente meno bello di quello ufficiale, che qui viene spiegato. Drammaticamente, alcuni passaggi di testo si sposano quasi bene on con ciò che accadde 11 anni fa.
Words like violence, break the silence, come crashing in, into my little world. R.I.P.
Elvis has left the building.
giovedì 6 settembre 2012
John Cage alla Corrida.
John Cage oggi (ieri) avrebbe compiuto 100 anni. Morì nel 1992 all'età di 79 anni, lasciando un segno nella musica, nella danza, nelle arti visive in generale, come maestro avanguardista di rara genialità e Disbandedness. Basta vederlo nella sua prima apparizione pubblica alla TV americana, nel 1960, in cui non viene preso troppo sul serio. Sembra capitato nella Corrida di Corrado. Quelli del pubblico ridono mentre lui fa suonare la vasca da bagno e la pentola a pressione, o l'innaffiatoio. Ma a volte è difficile distinguere il genio dal buffone (specie quando coesistono per gioco), quindi li assolviamo. Auguri John!
Elvis has left the building.
martedì 4 settembre 2012
The Audrey Hepburn Sheriff: l'App di Facebook che ogni volta che trova una foto profilo con Audrey Hepburn la sostituisce con una di Bombolo.
No, ancora non esiste. Ma vorrei tanto lanciarla; se frequentate Facebook e avete delle amiche, conoscete senz'altro l'insopportabile fenomeno. Invece eccone due che esistono realmente. Questa (foto sotto) fresca fresca di produzione e sviluppata dalla 180 LA per Mitsubishi, individua da sola il vostro amico più borioso/spendaccione/sbrasone di Facebook e realizza un video per esporlo al pubblico ludibrio: tutto ciò in quanto la macchina pubblicizzata sarebbe - lei - di poche pretese economiche. L'idea è carina, ma l'effetto boomerang è quasi certo. Quest'altra invece, che si chiama Unbaby Me, più semplicemente cancella i bambini dalle pagine Facebook, sostituendoli con foto di ogni altro tipo. Anche foto di Audrey Hepburn, per tutte coloro che hanno avuto Bombolo da un giorno all'altro.
Elvis has left the building.
lunedì 3 settembre 2012
Nuovi insulti: sei un Hipster.
Riapro le porte del Disbanded blog con una questione di poco conto, come sempre. Mi trovavo alle prese con una mano di "nomi-cose-città", tra le cui categorie avevamo inserito la voce "insulti". Viene estratta la lettera H, e pochi riescono a riempire la casella; ma qualcuno scrive la parola Hipster. Pressoché all'unanimità la parola viene accettata, non fosse altro per apprezzare il guizzo. In verità è già da qualche tempo che mi imbatto in articoli o pezzi anti-hipsters: questo addirittura a opera di pubblicitari, la categoria forse più hipster di tutte. Qualcosa quindi non mi torna, e cerco di fare ordine. Vediamo cosa dice The urban dictionary: definisce gli Hipsters "a subculture of men and women typically in their 20's and 30'shat value independent thinking, counter-culture, progressive politics, an appreciation of art and indie-rock, creativity, intelligence, and witty batter". Niente di male quindi (tra l'altro, si legge più avanti, l'hipster sembra avere addirittura una conformazione fisica ad hoc: il ragazzo hipster è magro come la ragazza con cui esce. Del resto la ragazza hipster non uscirebbe mai con l'uomo muscolare e probabilmente sessista di cui l'hipster è l'opposto). Insomma, a parte l'incomprensibile witty batter, non sembrerebbe così male essere un hipster. Ma come ha potuto un insieme di valori tutto sommato positivi o apprezzabili scivolare nella categoria Insulti di nomi-cose-città? Vedo che la parola deriva forse dall'africano "hipi", traducibile in "aprire gli occhi a qualcuno". Mica roba da poco. E tra i primi a usare il termine c'era Jack Kerouac, che nel 1940 ne esaltava la special spirituality; vero è che all'epoca gli hipsters giravano in autostop, mentre oggi il rischio di rovinare la maglietta di Urban Outfitters sarebbe troppo elevato, per quanto ci sarebbero ottime chances di postare grandi foto su Instagram. Forse però il termine deriva dal jazz. Guardate che bella la definizione di Frank Tirro (Jazz: a history): "The hipster is an underground man. He is to the Second World War what the dadaist was to the first. He is amoral, anarchistic, gentle, and overcivilized to the point of decadence." Dunque come siamo passati dalla rispettabilità allo scherno? Deve essere colpa della deriva fashion. La moda sembrerebbe aver fagocitato la sostanza di questo "state of mind", sempre tutto da dimostrare per la verità. Secondo Wikipedia l'hipster è associato "with independent music, a varie non-mainstream fashion sensibility, Apple products, liberal or independent political views, alternative spirituality or atheism/agnosticism and alternative lifestyles. Interests in media would include independent film, magazines such as Vice and Clash, and websites like Pitchfork Media and Tumblr"; in pratica un ritratto del 90% delle persone che lavorano in pubblicità, me e questo blog inclusi. (Nota bene: mi prendo la responsabilità di dire che quelli bravi davvero che ho incontrato nel nostro hipster-mestiere appartengono al restante 10%: geni un po' incompresi, fuori dal mondo e per questo più puri e brillanti. Scartati a priori dal 90% delle agenzie). Per una visione più ampia allego anche un video che descrive il fenomeno dal punto di vista più superficiale, ravanando nell'epicentro del sisma: Williamsbourgh, Brooklyn. Però resta il fatto che tutto intorno a noi può essere definito hipster, a parte forse Monti, Fabio Capello e pochi altri. L'importante è che non si sappia, e che facciamo tutti finta che questa parola non sia mai esistita, che sia stata definitivamente smembrata. O Disbanded, se vi sentite particolarmente H.
Elvis has left the building.
lunedì 16 luglio 2012
Album covers in NY.
I dischi, più ancora dei CD, sono dei mattoni con cui è stato costruito un grande muro, che poteva anche proseguire all'infinito. Ma quando la gente ha smesso di comprarli, la grande muraglia si è fermata. I suoi resti sono ancora visibili nelle librerie Ikea sparse nelle nostre case: se ti avvicini a leggere i titoli, inclinando la testa per decifrare la costina in verticale, noti che si tratta quasi sempre di dischi e CD che si sono fermati a un certo punto della storia. Anni 90, qualche volta primi Duemila, ma quasi mai oltre. Muraglie incomplete e quasi aggiornate col contagocce. Restano però nella memoria di tutti alcune immagini fondamentali, quasi tutte degli anni in cui il disco (33 giri) dominava la scena e le copertine avevano un senso. Qui c'è un tizio che si diverte a ricostruire i luoghi di NY in cui sono state scattate alcune delle copertine più famose della nostra storia. Ma non si limita a questo. Date un'occhiata per capire quanto è pazzo. I fissati di After the Gold Rush, storico album di Neil Young, troveranno ad esempio una ricerca sul set della copertina quasi preoccupante, con tanto di istruzioni per cercare la location su Streetview. Molto bella è anche la sezione dedicata al video più famoso e forse più bello (certamente il più importante) di tutti i tempi. Quando non esistevano Youtube, Ikea, MTV, e nemmeno i video.
Elvis has left the building.
venerdì 22 giugno 2012
La app più inutile del mondo (No zanzare) ispira il GP Radio a Cannes.
Ammetto di averla scaricata, più di un anno fa, ma non mi sembrava funzionasse. E' una app che emette degli ultrasuoni che in teoria dovrebbero tenere le zanzare lontane. Il nome mi sembrava bellissimo: No Zanzare (se lo pronunci con accento inglese fa più effetto). Meno bello il fatto che questa app prosciughi il sangue della batteria del tuo telefono, quindi devi tenerlo attaccato tutta la notte. Questo genere di ultrasuoni è udibile solamente da certi animali e dagli under 16enni. E proprio su questo ultimo aspetto già un anno fa qualcuno si inventò una campagna radio sociale udibile solo dai più giovani. Ora, anche una rivista brasiliana si ispira a questa invenzione per sponsorizzare dei programmi radio, e l'agenzia che ha ideato l'operazione si porta a casa il premio più ambito: il Grand Prix a Cannes. Meritato? Giudicate voi. Lo trovate per qualche giorno online qui. Per me il fatto che un'operazione furbetta (o anche di più: intelligente) prevalga su delle bellissime idee (ascoltatevi la campagna del Cine Las Americas) è un fatto abbastanza triste. Ci vogliono proprio due talenti diversi per partorire la prima o la seconda cosa. E io, senza pensarci un attimo, preferirei avere il secondo.
Elvis has left the building.
mercoledì 6 giugno 2012
Cannes non-losers 2012.
Una piccola galleria di campagne che difficilmente verranno ignorate al prossimo festival di Cannes. Troppo facile fare analisi di questo tipo oggi che tutto è condiviso con mesi di anticipo, ma come lo scorso anno apriamo questa finestra poco prima che il festival delle idee inizi. Parto con la categoria del futuro, l'unica che sopravviverà a tutti i cataclismi della comunicazione: la radio. Un giorno sarà il mezzo principale, anche per via della ciclicità della storia. Quel giorno potrete riesumare questo post e farvi belli con gli amici. Sempre che esisterà ancora il web. Ecco quindi il radio che ha vinto un sacco di premi pre-Cannes, tra cui un GP al Clio; quindi non gli sfuggirà un leone, sebbene a Cannes per tradizione funzionino meglio le storie lunghe rispetto ai radio di effetti sonori.
Tra i candidati per la TV, fin troppo facile segnalare l'orso di Canal Plus. Ma lo faccio ugualmente, eccolo. Dalla sua parte c'è ormai anche l'essere diventato un Lovemark tra i pubblicitari.
Qualcosa poi potrebbe vincere la nonna zombie, o il lungo spot per Doritos, e per quanto mi riguarda anche Le petit parcour, questi ultimi due in categorie non televisive comunque. Bellissima l'opearzione di Bear 71. Tra i video virali non può non vincere un leone il ladro di televisori sottili, rieccolo qui nella sua bellezza:
Il ritorno del dittatore Ben Ali è una bella operazione da Titanium (molto più bello del propagandistico Kony) ma magari li vedremo litigare in qualche altra categoria: del resto la politica del Festival di questi ultimi anni prevede una moltiplicazione delle categorie, e quindi dei Leoni, e quindi delle iscrizioni. Non fa una piega.
Personalmente ho sussultato durante l'anno per questa piccola grande idea, semplice come sanno essere le cose più belle, e sarei felice se prendesse un leone.
E l'Italia? Quest'anno ci sono tantissimi lavori che possono ambire a dei premi anche pesanti. Se devo sceglierne solo due segnalo The Beauty of a Second della Leo, operazione affidata a Wim Wenders che celebra la vita scandita in attimi, e the Coordown Project della Saatchi, che ha la stessa grande leggerezza e semplicità delle pillole della malattia altrui vista qui sopra. Senza dimenticare Heineken, Angry Birds, e alcune operazioni minori ma molto divertenti che potrano arricchire il nostro medagliere. Più difficile mantenere un livello internazionale sui media classici, ma ormai anche questo è un classico. A proposito: la crisi avanza, ma le tariffe del festival non si abbassano. Un creativo senza una solida agenzia alle spalle può solo guardare tutto dal web. Questo vuol dire che si prevedono moltissimi contatti su Canneslions.com dall'Italia.
Elvis has left the building.
Tra i candidati per la TV, fin troppo facile segnalare l'orso di Canal Plus. Ma lo faccio ugualmente, eccolo. Dalla sua parte c'è ormai anche l'essere diventato un Lovemark tra i pubblicitari.
Qualcosa poi potrebbe vincere la nonna zombie, o il lungo spot per Doritos, e per quanto mi riguarda anche Le petit parcour, questi ultimi due in categorie non televisive comunque. Bellissima l'opearzione di Bear 71. Tra i video virali non può non vincere un leone il ladro di televisori sottili, rieccolo qui nella sua bellezza:
Il ritorno del dittatore Ben Ali è una bella operazione da Titanium (molto più bello del propagandistico Kony) ma magari li vedremo litigare in qualche altra categoria: del resto la politica del Festival di questi ultimi anni prevede una moltiplicazione delle categorie, e quindi dei Leoni, e quindi delle iscrizioni. Non fa una piega.
Personalmente ho sussultato durante l'anno per questa piccola grande idea, semplice come sanno essere le cose più belle, e sarei felice se prendesse un leone.
E l'Italia? Quest'anno ci sono tantissimi lavori che possono ambire a dei premi anche pesanti. Se devo sceglierne solo due segnalo The Beauty of a Second della Leo, operazione affidata a Wim Wenders che celebra la vita scandita in attimi, e the Coordown Project della Saatchi, che ha la stessa grande leggerezza e semplicità delle pillole della malattia altrui vista qui sopra. Senza dimenticare Heineken, Angry Birds, e alcune operazioni minori ma molto divertenti che potrano arricchire il nostro medagliere. Più difficile mantenere un livello internazionale sui media classici, ma ormai anche questo è un classico. A proposito: la crisi avanza, ma le tariffe del festival non si abbassano. Un creativo senza una solida agenzia alle spalle può solo guardare tutto dal web. Questo vuol dire che si prevedono moltissimi contatti su Canneslions.com dall'Italia.
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