giovedì 4 aprile 2013

"40K watch, but driving a Kia."





Uno dei profili più Disbanded di Instagram è quello di questi tizi: si chiamano Fakewatchcop, e se la prendono con quelli che pubblicano foto con Patacche al polso. Orologi falsi, spacciati per veri. Spesso tempestati di brillanti. Poi taggano gli autori delle foto possessori di orologi finti, e li insultano con argomentazioni più o meno tecniche. E più quelli si difendono, più i Fakewatchcop li bastonano. Finisce spesso in lite. Ma per appassionarvi dovete leggere qualche botta e risposta.

Elvis has left the building.


mercoledì 27 marzo 2013

Tema in classe: "Cos'è la musica per te". Il compito di David Droga.



Non ha niente di Disbanded questa campagna per Spotify realizzata da Droga5. Ma mi interessa per due motivi: il primo è che da quando Spotify è stato sdoganato anche da noi, ne sono dipendente. Passerà. Il secondo è che sulla carta, realizzare una campagna per Spotify è quanto di più bello ti possa accadere nella vita professionale da pubblicitario. Questo è il motivo per cui invidiamo tutti David Droga. Anche se come sempre accade, i brief troppo belli per essere veri si trasformano in un macigno da portare sulle spalle fino al primo burrone. In una maledizione. Perché sono troppo grandi. Infatti non so nemmeno se mi piace del tutto questa campagna; ma vediamo come è stato risolto il brief dal mio vecchio amico delle elementari David. Intanto lo ha preso come se fosse un tema in classe. Il titolo è: "cosa rappresenta la musica per te". Il testo, scritto per forza con le cuffie, è questo: "It's been said that the best songs don't give answers but instead ask questions. So, why? Why does music stop us in our tracks? Dictate if we pump a fist or swing it? Why can a song change the world? Because music is a force. For good. For change. For whatever. It's a magnifying glass. A bullhorn. A stick in the gears and the tools to fix it. Because music is a need. An urge to be vindicated. It's bigger than us. It lives inside us. Because we were all conceived to a 4:4 beat. Because music can't be stopped. Can't be contained. It's never finished. Because music makes us scream 'Coo coo ca choo' and mean it. Because music is worth fighting for. Why? Because it's music."
Bello. Era una delle centinaia di milioni di cose vere che si potevano dire sulla musica, ma è detta bene  (per i profani: stiamo parlando di un'agenzia tra le top 5 del mondo). Il copywriter, tanto per essere chiari, non è David Droga in person che ormai non scrive più niente credo, ma Spencer Lavallee. Altre cose da notare: nessuna musica, solo un sound design. Questa deve essere sembrata una grande idea, o forse era solo l'Inevitabile. La voce, splendida per me, è vera come tutte le voci più belle: visto che stiamo parlando di Spotify, mi ricorda quella del cantante degli Streets. Ci sono anche tre spot tematici, poco interessanti, e una campagna stampa che ricorda lo stile schietto di American Apparel, pur essendo di un'altra mano. Insomma il brief più bello del mondo appare subito come il più difficile del mondo, risolto con un bel testo, zero musica e un tappeto di mani in 3D. Ma forse non si poteva fare molto di più, in questa generazione di pubblicitari. Sono certo però che i nostri padri ci avrebbero fatto venire i brividi non con un trattamento, ma con un'idea. 

Elvis has left the building.

mercoledì 20 marzo 2013

Una nuova puntata del JFK Show.



Se penso a Kenendy mi vengono in mente le immagini drammatiche di Dallas, o qualche discorso piuttosto serio, o al massimo me lo vedo in coppia con Marilyn. Mai penserei di associarlo a una marcetta tipo cartoon, con un jingle che sarebbe frivolo anche per delle merendine. Eppure, nel 1960,
questo era il suo spot elettorale.

Elvis has left the building. 

lunedì 18 marzo 2013

L'uomo che restituiva l'IMU ai possessori di lotti lunari.




Più ancora di Totò che vende la Fontana di Trevi, o del finto Sceicco che voleva comprare la Roma. Eccolo, il Disbanded truffatore. Lui  Ha venduto cinque milioni di lotti spaziali (Luna e altri), a 22 dollari l'uno, affidandosi al bizzarro cavillo secondo cui "è fatto divieto a ogni Stato o Nazione di reclamare possesso di pianeti o satelliti", ma non si fa menzione alcuna dei singoli individui. Così ne ha piazzati circa 200 al giorno, complice anche un supporto di rassegna stampa che deve avere incuriosito uomini di ogni latitudine. Del resto, a dire il vero, anche solo un certificato di proprietà così Disbanded può valere 20 miseri dollari, al di là del suo reale contenuto. Ora per superare in destrezza un'invenzione del genere bisognerà andare oltre, e inventarsi perlomeno qualche restituzione di tasse sui lotti acquistati.

Elvis has left the building.

sabato 16 marzo 2013

Il primo dominio web mai registrato compie 28 anni. Ma la notizia non è questa.





La notizia, per me ignorante della storia del web, è che il primo dominio mai registrato sia stato "Symbolics.com", nel 1985. Cioè nel 1985 tu potevi registrare qualsiasi dominio (era tutto libero), ma hai scelto Symbolics. Perché? Qui c'è tutta la storia, con triste epilogo come è giusto che sia. Per chi non ha voglia di leggerla dico soltanto che la Url originaria (che rimandava a produttori di sistemi informatici) venne venduta al tipo che vedete qui sopra nella lapide, che ne ha fatto a sua volta una sorta di specchietto per  le allodole per chi voglia acquistare un dominio web. E la Symbolics originale? Esiste ancora: ma oggi si trova a questo indirizzo, e come potete vedere si aggiudica due primati in uno: il primo e il più brutto dominio della rete.

Elvis has left the building.



mercoledì 13 marzo 2013

"This dog looks exactly like Samuel L. Jackson"



Il grande Samuel e il piccolo Samuel L. Dogsonuno degli esempi più riusciti di cane dalle fattezze umane in circolazione. 

Elvis has left the building.

mercoledì 27 febbraio 2013

"Can you cry in Space?"




Forse la domanda più triste di sempre. Se la pone Quora, il luogo delle domande in rete. Le risposte finora giunte dicono che sì, è tecnicamente possibile. Ma vista l'assenza di gravità le lacrime tendono a non scendere e a rimanere negli occhi, offuscando la vista. La risposta non è retorica, visto che è già accaduto che alcuni astronauti perdessero i propri cari mentre erano nello spazio. Ma naturalmente si può piangere anche per altri motivi: "Conversely, it is impossible to not cry in space. The magnificent splendour of the universe consumes you and leaves you in permanent visible awe. You are tiny. You are insignificant. You are dust. And so you cry". E proprio a questo senso di meraviglia è dedicato uno degli short-documentary più belli che onestamente io abbia mai visto in rete, e che trovate qui


Elvis has left the building. 

lunedì 25 febbraio 2013

Le elezioni più Disbanded del mondo.




Ci piaccia o no il risultato elettorale di stanotte, abbiamo assistito a qualcosa di unico al mondo. Un movimento che si è affermato senza spendere un euro di manifesti, che non ha avuto finanziamenti, che non ha fatto uno spot, che ha usato solo internet e le piazze. È ciò che avrebbero sognato i miei amici più rivoluzionari e di sinistra da anni, ma che non sono mai riusciti ad avere. Nelle piazze c'era il popolo, quello reale, misto, non schedato. Un movimento (altra cosa unica al mondo) che anche dopo la vittoria non era rintracciabile da nessuna parte. Non festeggiavano in un quartier generale, i giornalisti nemmeno sapevano dove trovarli. Li hanno trovati poco fa in pizzeria, e parlavano di redistribuzione della ricchezza. Ma la teoria secondo cui Grillo abbia fatto bene a snobbare la televisione manca di controprova. Penso al contrario che Grillo volesse fermarsi qui; se avesse usato le televisioni, abile com'è a parlare, avrebbe tranquillamente sfiorato il 40%. Da sfatare è anche la visione secondo cui "Grillo viene dalla rete". Grillo viene dalla televisione, senza la quale non sarebbe mai diventato Grillo. Poi ha usato la rete, e poi le piazze, nel modo migliore per lui. Migliore campagna integrata di sempre. In un paese come l'Italia, che usa internet soprattutto per andare su You Porn (Roma e Milano le città con le top views al mondo per il sito), non sarebbe stato possibile  venire fuori dal web, a meno di non essere un pornoattore. Qualche mossa dittatoriale nei confronti della stampa, e una generale poca confidenza esibita con il sopraggiunto potere, ha tuttavia impedito a molti di votarlo. Ma la palma Disbanded di queste elezioni va a Mario Monti, che ha dilapidato circa 30.000 voti al giorno (lui dice di averne guadagnati il doppio dal momento della fondazione) unicamente per un motivo: ha avuto una incomunicabilità totale con gli italiani. Abbiamo visto il suo cane e i suoi nipotini, ma non lo abbiamo mai visto - nemmeno in una foto - insieme a Casini e Fini. Poi ci sono da premiare i sondaggisti, che ancora una volta vengono ascoltati come dei guru, e speriamo sia l'ultima volta. Un'altra palma la diamo a chi in queste ore va ripetendo che "un italiano su 3" ha votato Berlusconi. Il 21% del 75% degli italiani sono a occhio e croce 1 su 6, anche se non sono forte in matematica. E anche se è comunque una cifra spaventosa per chi ci ha portato dove oggi ci troviamo. Ma, esattamente come Grillo anche se in modo opposto, ha saputo parlare alla gente.
La comunicazione è tutto, ma in Italia non vale niente. E questo più o meno spiega tutto.

Elvis has left the building. 

Il film girato con la app 8mm vince l'Oscar.



Alla fine il film più Disbanded ha preso l'Oscar. Searching for Sugar Man è un documentario che parla di Sixto Rodriguez, un musicista degli anni '70 sconosciuto e semi-fallito in patria (Detroit), che parte per l'Australia e rimane sconosciuto e semi-fallito anche lì. Ma per qualche strano motivo nel frattempo è diventato un idolo in Sudafrica. Anzi, laggiù è talmente un mito che la gente pensa che si sia suicidato durante un concerto (il top della leggenda). Ma lui non sa niente di tutto questo: se ne accorge la figlia solo nel 1998 scoprendo un sito sudafricano a lui dedicato. E da lì riparte tutto. E partono anche le riprese povere di un regista svedese che segue due fan sudafricani alla ricerca di Rodriguez. Il film ha interi spezzoni realizzati con la bellissima app 8mm dell'iPhone, che posseggo anche io ma a me ha solo ispirato buffe riprese del mio cane. Invece ci si poteva vincere un Oscar. Sempre di più ci è chiaro, in questo mondo del 2013, che anche senza soldi si possono girare film, vincere le elezioni, fare campagne, diffondere le canzoni. E che non abbiamo più scuse.

Elvis has left the building.

mercoledì 23 gennaio 2013

"What Would Django Do?"






Un effetto che Tarantino non avrebbe mai ipotizzato per il suo film. E tantomeno lo avrebbe ipotizzato Bruno Corbucci, autore del primo Django nel 1966 (pellicola girata in una ventina di giorni, zeppa di errori, ma oggi portata a cult anche per merito - o colpa - dello stesso Tarantino). E nemmeno Franco Nero, presente nei due film, avrebbe potuto pensare che la potente lobby americana delle armi avrebbe un giorno dichiarato che il film deve essere un monito per tutti gli afroamericani su quanto sia importante tenere sempre un'arma dentro casa. Lo slogan perfetto per portare i neri a schierarsi contro l'offensiva che vuole mettere al bando le armi personali sarebbe, secondo i pistoleri, "Cosa farebbe Django?", ma ovviamente non hanno il diritto di usare il suo nome. Mi chiedo piuttosto se il successo di Django non possa aprire le porte presto alla riesumazione di un altro cadavere, Sartana, nome sempre mitico dei western movie di serie B. (Qui la news dal Guardian).

Elvis has left the building.


mercoledì 16 gennaio 2013

Approved by Pixar.



A qualcuno può interessare Toy Story rigirato con pupazzi veri, integralmente, scena per scena? Eccolo qui. Gli autori, due ragazzi di 19 anni dell'Arizona, hanno impiegato due anni per girarlo. Da noi nessuno ha così tanto tempo, energia, entusiasmo per cose di questo genere. I soldi no, quelli non c'entrano. Per evitare problemi con la Pixar e Disney, hanno informato passo passo i due colossi (diversamente da Ingroia per la sua campagna elettorale realizzata in barba a ogni diritto d'autore universale). Il loro remake è già a 3 milioni di visite (5, dopo questo post sul mio blog) su YouTube. La storia è bella, leggetela.

Elvis has left the building.

mercoledì 9 gennaio 2013

Quando il 2D si fa beffe del 3D.





Dedico il primo post dell'anno a questo artista neozelandese che crea una fantastica illusione 2D con la sua scultura 3D. Saranno contenti gli ambientalisti del posto, o il padrone della fattoria in collina. Ma l'arte e' arte. Seguiranno altre tipologie Disbanded, come ogni anno. Il 2013 e' ancora lungo e attendo di tornare in luoghi di tastiere con le e' accentate.


Elvis has left the building.