giovedì 13 maggio 2010
Come trovare lavoro in pubblicità (e vincere un premio) sfruttando la vanità dei direttori creativi.
Nonostante sia diventato un lavoro di cui andare ben poco fieri, molti direttori creativi delle agenzie di pubblicità hanno ancora un ego talmente grande da aver invitato a nozze questo tizio che cercava lavoro. Alec Brownstein ha pensato infatti di sfruttare le frequenti ricerche del proprio nome su Google da parte dei più importanti CD di New York, comprando il risultato di ricerca (il Top Spot) che esce fuori per primo a un prezzo stracciato: pare un totale di 6 dollari. Molto più economico di una Portfolio Night. Risulato: un gold pencil al Clio, e un lavoro alla Y&R di New York. Qui maggiori dettagli.
Elvis has left the building.
mercoledì 5 maggio 2010
Join the pipe.
Mi chiedevo che fine avesse fatto il più internazionale e più premiato dei creativi italiani, Lorenzo De Rita, ed eccolo sbucare con questo bellissimo progetto sociale, che si propone di portare l'acqua nei posti del mondo dove l'acqua non c'è, o è impura, o è troppo lontana. Si tratta di piccoli contenitori a forma di tubo (anzi: con le varie forme del tubo: curvo, a Y, a U) in vendita a una quindicina di dollari cadauno, che "incastrati" uno all'altro formano un immaginario serpentone di tubi che attraversa tutto il mondo, monitorato addirittura con un "Google downearth", mappa di questo immaginario (ma neanche tanto) condotto sotterraneo. Se il progetto vi piace, comprate un tubo qui.
Elvis has left the building.
venerdì 23 aprile 2010
The most Disbanded cofanetto ever.

The La's, passati più o meno alla storia per un solo pezzo ("There she goes") e poi svaniti nulla, pubblicano oggi un cofanetto di 4 Cd e 96 pezzi. Che purtroppo non sono 95 remix di There she goes. Ringrazio l'amico Cifra per la news.
Elvis has left the building.
giovedì 15 aprile 2010
Correre la maratona in 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 8 ore, 32 minuti e 20.3 secondi.

La Disbanded piccola storia di Shizo Kanakuri, che venne dato per disperso nella Maratona dei Giochi Olimpici del1912 Stoccolma.
In realtà, sopraffatto dal calore e dalla stanchezza, si era fermato in un giardino a bere un'aranciata, e poi se n'era ripartito per i lidi giapponesi senza lasciare traccia di sé. Ritrovato per caso nel 1966, fu convinto a tornare a Stoccolma per ultimare la sua maratona. Così fece, con il tempo totale di 54 anni, 8 mesi, eccetera. Servirebbe un commento del Colonnello. (thanks Francesco)
Elvis has left the building.
martedì 13 aprile 2010
Chocolate, not Gorillas.
(Sottotitolo: si può anche fare qualcosa di bello mostrando il prodotto.) Agency: Fallon London. Director: Henrik Hallgren.
Elvis has left the building.
lunedì 12 aprile 2010
Portfolio Night 8, alcune domande.

Avrei evitato un post sulla Portfolio Night 8 (la terza in Italia, voluta sempre dall'ADCI) il 20 maggio 2010, se non avessi ricevuto un questionario abbastanza interessante da Brett McKenzie (uno dei coordinatori dell'evento) che pone alcune buone domande ai direttori creativi partecipanti alla PN. (Per chi non sapesse cosa è la Portfolio Night, qui c'è tutto). Ma ecco le domande che hanno catturato la mia attenzione, tra le 30 del questionario:
13. How many pieces should be in a portfolio? How many campaigns?
14. List three adjectives that describe the ultimate junior creative.
17. In your opinion, is it better for new creatives to sell themselves as readymade
teams, or as individuals to be paired up with who a CD believes
would be a good match?
20. How do you feel about non-advertising expressions of creativity in a
portfolio? For example, photography or poetry?
21. Do you think there is much of a distinction left between writers and art
directors nowadays?
24. A top-notch portfolio is crucial, but how much does personality count
towards making a hire?
28. What would you say to a person with one phenomenal piece in their
portfolio, but everything else in his or her book is mediocre or worse?
30. How do you know when you’ve just seen the best idea you’ve ever
seen?
Io ancora non ho risposto, ma intanto lascio le domande a disposizione di chi voglia dare un suo parere.
Elvis has keft the building.
mercoledì 7 aprile 2010
Puoi anche togliere l'audio, tanto leggo il tuo labiale riflesso nello schermo.
Bizzarra testimonianza delle caratteristiche anti-riflesso del nuovo iPad. Al minuto 0'50" l'omino (di cui ironicamente possiamo leggere il labiale riflesso nell'iPad), felice di poter finalmente sfogliare il libro di Winnie the Pooh invece di andarsene in giro per NY, dichiara: "Vi sfidiamo a fare altrettanto utilizzando un libro di carta sotto il sole a picco del mezzogiorno di New York o di qualsiasi altra parte del mondo". Ora va bene tutto, ma io un libro di carta illuminato dal sole lo leggo che è una bellezza. E credo pure che continuerò a farlo, se i risultati sono questi. Senza nulla togliere all'oggetto e al suo amato inventore.
(update : Will it blend?)
ELvis has left the building.
lunedì 5 aprile 2010
Gli inglesi sono più intelligenti degli italiani? Oppure siamo noi a essere più stupidi?
Se all'estero la pubblicità non tratta i propri connazionali come degli stupidi, mentre da noi sì, ci deve essere un motivo e ho paura a pensare quale sia. Da anni in Inghilterra c'è una campagna sulla sicurezza stradale che insiste su questo bellissimo insight, semplice come tutti i pensieri più belli: quando guidi ci sono cose a cui presti attenzione, e altre meno. E sono proprio queste ultime che rischiano di più. Una campagna che ha avuto la punta più alta con l'inarrivabile "moonwalking bear", e che poi ha proseguito sempre con grande intelligenza e civiltà. Questo è l'ultimo episodio, ancora più laterale e certamente inaspettato, proprio come un ciclista che sbuca all'improvviso. La stessa lateralità in Italia sarebbe impossibile. Il brief sarebbe "non mostrare sangue", proprio come nella campagna UK, ma un'esecuzione simile sarebbe impensabile, qualunque ministro anche illuminato sedesse sulla poltrona di turno. Oggi la campagna è questa, ma più o meno la storia non cambia se guardiamo ancora più indietro, salvo rarissime eccezioni antiche. Mi domando da dove provenga una così bassa considerazione delle nostrane capacità di emozionarci davanti a un bel pensiero, di riflettere al cospetto di un'intelligente idea. Forse dai risultati elettorali? O semplicemente dalla pagina dei cinema, dove i Moccia Sons imperano, e trovano spazio titoli come "Piazza Giochi" (piazzetta dove si radunavano le teste non-pensanti di roma nord negli anni 80-90, e dunque terreno perfetto per farne un film crudo e sciagurato, come non sarà invece questo). Concludo la crociata pasquale consigliando un film semplice e delizioso che non saremmo mai in grado di fare qui da noi: Nicolas e i suoi genitori. Non ne avremmo mai il cast, le idee, la cura e la sceneggiatura. Cosa è successo agli italiani?
Elvis has left the building.
mercoledì 31 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
Vade retro anti retro.
Domanda quasi ai confini dell'etico: è giusto mettere nella bocca di un personaggio noto, scomparso, frasi che non ha mai detto? A quel punto non sarebbe magari meglio usare un imitatore, invece di avere il vero video ma la finta voce? Me lo sono chiesto un po' di volte (3 o 4 al massimo) vedendo lo spot con John Lennon. Perché è doppiato così bene da farti venire il dubbio che non lo sia. Ma me lo sono chiesto molte più volte vedendo il soggetto con Mastroianni, perché qui il doppiaggio (palesemente fuori sync) assume dei toni quasi ridicoli. Ho pensato che forse gli eredi dormivano. Ma poi, riflettendoci bene, non è quello che la pubblicità fa ogni volta che mette "in bocca" (stavolta virgolettato) a una persona scomparsa qualsiasi messaggio? Eppure qui la cosa si fa più pesante. Ma forse sono io che ho mangiato pesante. Io, e tutti quelli che la pensano come me. Perché poi, alla fine, quando Steve Mc Queen rifece Bullit (sempre Pablo Ferro) per la Ford Puma nessuno si scandalizzò. Oh, a rivederlo adesso per intero quello spot era la versione bella di Anti Retro, ben 15 anni fa. Ma senza usare nemmeno una parola di troppo.
Elvis has left the building.
domenica 21 marzo 2010
The Beginning.

I bellissimi titoli di testa scritti a mano di Dr. Strangelove ("or: How I learned to stop worrying and love the bomb", uno dei più bei sottotitoli di sempre, specie se consideriamo che il film è del 1964) appartengono al cubano d'origine Pablo Ferro, title-designer con pochi uguali al mondo. A lui si deve la tecnica del multi-screen effect, poi ripresa infinite volte nel cinema successivo. Nella sua pagina su IMDB l'uomo dei titoli ha anche un volto, Disbanded pure quello.
Tra i geni che lo hanno preceduto nel suo lavoro, spicca Saul Bass (altro nome che sembra finto, come Pablo Ferro), scomparso nel 1996. Indimenticabile la sequenza iniziale di Casino di Scorsese, quella in cui De Niro, dopo aver pronunciato l'indimenticabile sentenza sull'amore e la fiducia, salta in aria volteggiando tra le fiamme e i neon. A proposito di parole scritte al cinema: che fine ha fatto il classico ed epico The End? Chi fine ha fatto Fine? nessuno la usa più: Disbanded.
Elvis has left the building.
venerdì 19 marzo 2010
Young Lions 2010.

Alcuni dei lavori più belli visti tra i giovani leoni italiani: l'operazione trasversale "partita" di Heineken, la campagna Enpa contro i test cosmetici, la campagna virale per il film Faceboom.
Elvis has left the building.
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