martedì 27 novembre 2012

Lo spot interrotto.



Questo me lo ero perso. Andato in onda durante il Superbowl americano, ma solo in una piccola città del Nebraska (quindi è costato pochissimo), lo spot per la Old Milkwaukee Beer è di proposito più lungo dei 30 secondi acquistati, quindi si auto-interrompe sul più bello. Una pazzia voluta, probabilmente mai vista prima, che si guadagna di conseguenza più di un milione e mezzo di visite online, e addirittura un posto nei 20 best commercial of 2012 secondo AdWeek.

Elvis has left the building.

venerdì 23 novembre 2012

Temperatures.






Due filmati pescati questa settimana in giro. Il primo è opera di studenti: una finta campagna sociale per inviare termosifoni in Norvegia. Per tutto lo spot ti chiedi: va bene, ma che volete dirmi? Purtroppo te lo chiedi anche alla fine. Per fortuna la nota stampa che accompagna lo spot ci dice che "si voleva far comprendere che l'Africa non è solo povertà, fame AIDS e crimine;  un po' come se vedessimo la Norvegia associata solamente al freddo, mentre c'è ben altro". Insomma operazione al limite del gratuito-fastidioso, ma l'embrione del Radi-Aid pro Norvegia può far ridere.
Di tutt'altro spessore il grande film girato da Juan Cabral, il geniale director argentino di Gorilla Cadbury o delle palline-conigli-verince di Sony Bravia, tanto per citarne qualcuno. Alcune sequenze sono già memorabili. Ma la voce dell'uomo che odia l'estate è forse la cosa più bella del film: notate le pause, le incertezze, i sospiri, i mozziconi di parola. Tutto vero, niente suona finto. Esattamente come i condizionatori: fa venire i brividi.

Elvis has left the building.

domenica 18 novembre 2012

Disbanded ways to die.



Ecco un bellissimo esempio di comunicazione sociale che viene dall'Australia. Siccome la Metro di Melbourne stava registrando un po' troppi incidenti mortali, è partita la campagna "Be safe around trains" per lanciare l'allarme a tutte le fasce di età interessate. Questo video è destinato ai viaggiatori più piccoli, ma in realtà vedete bene come parli perfettamente anche a tutti gli altri. Lasciatevi colpire dall'uso leggero e accettabile della morte tragica, dalla canzoncina molto lo-fi anche scaricabile su iTunes, dal delizioso video. Del quale apprezzo soprattutto una cosa: la parte del "prodotto" arriva solo alla fine, non c'è l'ansia di venire subito al dunque, e di "perdere troppo tempo" (uso un immaginario ma sicurissimo virgolettato di un sempre immaginario committente italiano, come immaginarie sono le nostre metro in fondo) con tostapane, medicine scadute e vespe assassine. Naturalmente tutto alloggia su una pagina ad hoc, con tanto di pulsante rosso da premere per dichiarare solennemente che d'ora in poi si farà sempre attenzione in prossimità dei treni. Non c'è nemmeno l'autocelebrazione di un ente o di una società di trasporti, si fa anzi quasi fatica a sapere chi l'ha fatto e di quale città si parli. Ma tanto non ha importanza: sono attenzioni universali, che vanno da Melbourne alle città più arretrate, come Roma per esempio. Agenzia: Mc Cann Melbourne. Tra i commenti pescati al video, segnalo questo: "Its all good, he got his balloon back!" 


Elvis has left the building.





mercoledì 14 novembre 2012

Cerimonia di apertura.





C'è della pazzia in questo video della Nintendo. Avete presenti i video della Apple, quelli molto keyonte-style, veloci e coinvolgenti? Ecco, questo è il contrario. Cinque minuti di lentezza, in una vera e propria cerimonia di apertura della nuova consolle Nintendo Wii U da parte del suo presidente Iwata. Ci sono dei momenti comici, anche. Fino al momento dell'apertura della scatola mi aspettavo che uscisse fuori un mattone. Ma siamo a Tokyo, non a Porta Portese. Spero solo che ora la stessa idea venga in mente anche a Ikea, con un bel video di un'ora e mezza per il montaggio di una libreria Liatorp da parte del suo fondatore Ingvar Kamprad. (thanks Mauroman)


Elvis has left the building. 

giovedì 8 novembre 2012

La prima registrazione audio di tutti i tempi.




Mi sorprende che questa notizia sia passata quasi inosservata, o meglio inascoltata, perfino sulla sempre  generosa rete propensa a emozionarsi per chiunque detenga un qualsiasi primato. Insomma qui abbiamo a che fare con la prima registrazione audio ever. Pre-cane della Voce del Padrone. Pre-Elvis. Pre-tutto. In poche parole esisteva questa registrazione pubblica, conservata quasi per miracolo su un decrepito foglio di carta stagnola, antesignano del vinile, che nessuno però poteva permettersi di ascoltare; sarebbe andato distrutto, tanto era fragile. Allora gli scienziati sono inventati il modo di raffigurarlo in 3D e tradurlo in suono attraverso meccanismi matematici di cui non voglio sapere nulla. Ed ecco nascere il suono, datato 1878, un anno dopo l'invenzione del grammofono di Edison. Consiglio di ascoltare anche tutti i vari passaggi intermedi. Nella registrazione si sente ridere un paio di volte, e la voce maschile potrebbe addirittura essere quella di Edison in persona (tanto come fai a smentirlo?) che già rideva dei diritti d'autore che stava per incassare. La musichetta si intitola "Mary had a little lamb". E da questo momento è l'mp3 più antico che sia mai stato ospitato dal vostro device. E forse anche il più brutto.

Long before Elvis has left the building.

sabato 3 novembre 2012

Clickers of the world unite.



Un divertente video autopromozionale dell'agenzia di Toronto John St., che ironizza sulle "fabbriche dei click" che decretano i successi in rete. Triste, vero e spiritoso allo stesso tempo. Il video lo trovate sul sito sull'operazione. Notare come John St. (sono gli stessi di Catvertising) si definisca un'Advertising agency, senza scappare dalla parola come provincialmente si tende a fare quando si ha paura di non apparire nuovi e attuali.
(Sì, il titolo del post era un omaggio agli Smiths.)

Elvis has left the building.


venerdì 2 novembre 2012

Bikers on the storm.







Due video di ciclisti che sfidano la tempesta. Il primo girato qualche mese fa (a luglio), il secondo durante Sandy (thanks Rufo), sempre a NYC. (Nel 1973 Sandy era solo un grande pezzo, cantato da un giovane con il berretto di lana in testa.)

Elvis has left the building.

giovedì 18 ottobre 2012

Ray, il pirata degli abissi.




Questo uomo di 75 anni  si chiama Ray Ives, e ha tirato su dagli abissi qualsiasi cosa avesse un luccichìo. Dettaglio che si è poi trasferito nei suoi occhi. Il bello è che non ha buttato via niente. C'è della poesia.

Elvis has left the building.




mercoledì 17 ottobre 2012

25 parole intraducibili con una parola sola.




Sempre bello è il mondo delle parole intraducibili, che raccontano nella loro brevità situazioni complesse e piene di azioni. (Qualcosa di simile venne trattato in questo blog 4 anni fa.)
In Congo ad esempio hanno una parola ("llunga") che indica qualcuno disposto a tollerare un'ingiustizia per una volta, due, ma non tre. In Giappone ne esiste un'altra che significa "apparire più brutti dopo un taglio di capelli" che molti di voi, dotati di capelli, userebbero frequentemente. Io userei spesso questa, scozzese: "Tartle" (The act of hesitating while introducing someone because you’ve forgotten their name). Ma non vi tolgo la bellezza di scegliere da soli nell'elenco quella che preferite. Questa azione viene in alcuni paesi definita Disbanded.

Elvis has left the building.


lunedì 15 ottobre 2012

Tu ci metti le ali, Red Bull il paracadute.




Il salto di Felix Baumgartner è stato visto da milioni di persone live in tutto il mondo e immediatamente dopo è stato salutato come una straordinaria operazione di marketing, di visibilità e di grande successo. 8 milioni di spettatori non paganti, e milioni di post come questo, con un investimento tutto sommato ridotto. Se siamo persone che amano le idee, dobbiamo però anche chiederci: che tipo di abilità serve per avere un'idea come questa? La risposta non è semplice. Di geniale in senso stretto, in questa idea, c'è ben poco. Piazzo un logo sull'impresa più estrema di tutte le imprese estreme, io che sono un brand che ama gli sport estremi. Non mi sembra un grande salto creativo. Più un'idea da uomini di marketing, molto sicuri di quello che fanno. Qui la cosa che stupisce, sbalordisce e piace è che l'idea sia così funzionante in modo universale. Veicolata poi in modo perfetto. Quindi la grande idea è semplicemente che l'idea funziona.  Quindi geniale in quanto perfetta. Un'idea da moderni direttori marketing, appunto. Un'idea, quindi, figlia perfetta della nuova idea di idea. Le idee di oggi sono queste, sembra dire Baumgartner mentre si lancia nel vuoto. Ma si lancia in realtà nel web, ripreso da decine di telecamere funzionanti. E non a caso la qualità maggiore che è stata messa in gioco è il coraggio. Non solo dall'uomo-proiettile austriaco, ma anche dal brand stesso. Diciamo infatti che se fosse deceduto durante o prima del volo, per Red Bull non sarebbe stato bellissimo. Sarebbe stato imbarazzante spiegare che le ali di cui parlano sempre sono quelle di un angelo. Ma stavolta, rispetto alle tante altre volte, il coraggio di applicare l'idea e l'idea stessa erano nelle medesime mani. Chi ha avuto l'idea (Red Bull) era lo stesso che poteva decidere di farla succedere. Ed ecco perché è successa. Ben altro tipo di coraggio, come giustamente è stato scritto qui, dal quello di "not testing the copy on that new ad, or using a new media channel despite the lack of rock solid metrica". E ben altro tipo di idea rispetto a quelle che decenni fa hanno fatto venire a un'intera generazione di pubblicitari la voglia di fare questo Disbanded mestiere. Oggi potresti crescere con il desiderio di fare il marketing manager per un'azienda coraggiosa, cosa che per un creativo - anni fa - era davvero un salto troppo grosso.

Elvis has left the building.

martedì 9 ottobre 2012

Due mestieri diversi.


C'è una cosa che inevitabilmente sorprende il cittadino italiano, o forse anche quello europeo, leggendo le mail elettorali di Obama. Parlano sempre di soldi. Di quanti soldi siano riusciti a raccogliere per colmare il gap con il miliardario Romney. Questo atteggiamento in Italia non sarebbe accettato, men che meno adesso, abituati come siamo a pensare che il politico di soldi ne abbia già a sufficienza, usati sappiamo come. Guardate come inizia questa mail intitolata "This is big, big news", tra l'altro inviata da Jim Messina, capo della comunicazione.
La bella notizia quindi sarebbe che hanno fatto un sacco di soldi. Da noi non sarebbe presa bene. Altra cosa che il team di Obama sottolinea sempre: Romney userà i suoi soldi per gli spot, per raccontare le sue bugie in televisione. E noi dobbiamo avere la forza per poter controbattere adeguatamente su tutti i media.
Quindi, in sostanza, le mail elettorali di Obama parlano tutte di comunicazione. Soprattutto di strategie di comunicazione. Da noi il cittadino è tenuto fuori da tutto questo, come se queste strategie non lo riguardassero.
Dovremmo tenere a mente tutto ciò quando ci poniamo domande sullo stato della comunicazione in Italia, sul perché "i clienti" siano così difficili da educare, e sul perché il mercato sia ridotto in questo stato. Il pesce come si dice puzza dalla testa. O comunica dalla testa, se vivi fuori da qui. Poi leggi articoli come questo, e vedi che per fare una campagna anti-fumo in USA possono stanziare 390 milioni di dollari per le agenzie, per far sviluppare loro un'adeguata strategia di comunicazione. E allora capisci una volta di più come fare il mestiere della comunicazione in America, sia tutto un altro lavoro rispetto a farlo qui da noi in Italia. Chiudo il noioso post con una riflessione: il pragmatismo americano era spesso scambiato per ingenuità da noi snob italiani. Frasi come questa, per dire:
Ma oggi, dopo che per abbiamo eletto per più mandati un suonatore di piano delle navi da crociera malato di sesso,  possiamo ancora davvero ridere dei nostri amici cow boys?


Elvis has left the building.