domenica 14 dicembre 2008
The gallery. (Guido Cornara)
Ecco la quinta gallery dei 3 spot preferiti di sempre dai creativi italiani. Guido Cornara, direttore creativo esecutivo della Saatchi&Saatchi italiana, nonché mio mai dimenticato e raggiunto maestro, mi segnala le sue tre preferenze: la celebre "funeral" di VW, firmata da Roy Grace e John Noble, art e copy della DDB dei gloriosi anni '60 (scopro ora che al loro attivo c'è anche il famoso "meatballs" di Alka Seltzer), la pietramiliare "1984" di Ridley Scott per Apple, e Impossible Dream di Honda. Perché proprio queste tre, Guido? "Perché vorrei disperatamente, follemente, sconsideratamente averle fatte io. PS: e resta sempre il fatto che quello sculato di Roccaforte mi ha fregato sul tempo con HBO diner." In fondo alla pagina, negli archivi di novembre, le precedenti gallery.
Elvis has left the building.
venerdì 12 dicembre 2008
La copertina più Disbanded di tutti i tempi: prova tu a fare di peggio.

E' possibile che nei tuoi scaffali, coperto da un dito di polvere, ci sia un disco, un CD o - più difficilmente - un libro o un DVD con una copertina più Disbanded di questa. Io non ci credo molto, ma puoi provare a vedere. Nel caso, segnala pure tranquillamente a Ted Disbanded la tua mostruosità rinvenuta. (Per la tua insaziabile curiosità il disco qui ritratto è il lungo sermone di un predicatore americano, autore tra l'altro dell'indimenticabile (??) disco-manifesto anti LSD del 1971 "Drugs and Youth". Sono tuttavia fortemente indotto a ritenere che il Pastore deve aver sperimentato quella droga, a un certo punto della sua carriera).
Elvis has left the building.
giovedì 11 dicembre 2008
Dunque è ancora possibile salvare la capra e mangiare i cavoli.
Questo ormai vecchio spot giapponese (premiato allo scorso festival di Cannes) mi ha sempre dato un'enorme fiducia
a proposito del mio lavoro di pubblicitario e gli improbi compiti ad esso correlati. Lo ripropongo soprattutto per i non addetti ai lavori, che potrebbero non averlo mai visto. La domanda che appare grattando sotto questo video è: si può mostrare il godimento maximo e il piacere di un sapore unico, in modo creativo? Un vero spauracchio davanti al quale normalmente si alzano le braccia o si calano le braghe. Come si fa a basare uno spot sulla (evidente) finzione del piacere dei sensi senza apparire fasulli e noiosi? E' dagli anni '40 che assistiamo a gridolini e mugolii associati a gelati, vini, pastarelle o lasagne surgelate. Eppure, vedete, è sempre e ancora possibile inventarsi qualcosa che al tempo stesso faccia contento il cliente (qui alle prese con un trionfo del suo prodotto), e vinca un leone a Cannes. Certo, con due minuti a disposizione è tutto più facile, ma mica poi tanto.
Elvis has left the building.
mercoledì 10 dicembre 2008
Disbanded test of the week #10. (Lavorare con la Muzak)
Appartengo a quella categoria di persone che non ama la musica di sottofondo al ristorante. Anzi, che non ama la musica da sottofondo in generale. Sono inoltre terrorizzato dalla musica dei taxi, il cui tema centrale è quasi sempre "rapporto d'amore irrimediabilmente compromesso" anche se è mattina, sono le 9.30 e fuori c'è il sole. Sul lavoro però è diverso. L'agenzia di pubblicità è il classico posto in cui la musica è prevista, e in certi casi richiesta, come strumento d'ispirazione, pompa di adrenalina, stupefacente naturale. A me capita ogni tanto di mettere delle cuffie quando devo farmi venire un'idea, o addirittura scrivere dei testi accompagnandomi con la musica che poi effettivamente userò, quindi scegliendo prima lei di tutto il resto. Perché anche se non è del tutto provato, è probabile che ascoltando una musica melodica mi verrà un'idea melodica, musica folle=idea pazza, e così via. Anche se c'è da dire che un'idea che squarcia il silenzio è la più Disbanded di tutte.
Elvis has left the building.
Elvis has left the building.
domenica 7 dicembre 2008
I Ramones rinascono sempre.
Non posso fare a meno di insultarmi da solo per aver messo qui la versione 8 bit di un classico della band che inventò (più o meno, ora non facciamo i fiscali) il punk. Eppure, come diceva una vecchia pubblicità, "funziona!".
Elvis has left the building.
Duke Ellington at the Keyboard (1969).

Un Disbanded Old ad trovato su Flickr. La head di questa grande* campagna era: "Olivetti's Studio 45: the Brightwriter".
*grande soprattutto per la posa di lui, il look, quel dito un po' appoggiato, lo sguardo, la sigaretta, il taglio dall'alto della foto, e il microfono pronto a raccogliere un suono oggi introvabile.
Elvis has left the building.
venerdì 5 dicembre 2008
Is Paul Dead? Risponde Batman.

Un fumetto vintage in cui Batman viene incaricato di smascherare un finto Paul (nel fumetto, per una questione di diritti Paul si chiama "Saul", niente di meno rock sulla terra), e scopre suo malgrado che Saul era l'unico reale, mentre gli altri tre erano degli impostori, venuti a sostituire i tre veri Beatles (immagino Joe, Pingo e Giorgio, sempre per questioni di diritti) scomparsi in un incidente aereo sull'Himalaya. Stampatelo perché merita. Qui un test che vi chiede se Paul è vivo, o sua zia si è effettivamente impadronita di lui. Invece qui, un tenero/inquietante infante coreano che sembra crescere a pane e Hey Jude.
Elvis has left the building.
"Mi piace ogni centimetro di te: perfino quel mezzo metro di gamba mancante."

Non c'è bisogno di visitare Photoshopdisasters per capire che contiene roba di molto Disbanded. Chi dovesse ritrovare la coscia destra della signorina è pregato di farne un uso decoroso e umano.
Elvis has left the building.
mercoledì 3 dicembre 2008
Esprimiti pure liberamente secondo le nostre rigide regole.

Mi domando se uno dei segreti del successo di Facebook non sia per caso l'impossibilità di cambiare la grafica delle pagine, come invece avviene su My Space. Sarebbe un caso di Disbandedness al contrario, un'uniforme scolastica su cui puoi applicare tante targhette, ma che non puoi cambiare mai. Così descritto, sembra un luogo in cui la fantasia è un binario, e non un campo aperto su cui disegnare quello che ti pare. Insomma era solo per dirvi che Facebook non è Disbanded, ma io so che lo avevate già capito. Per sommi capi possiamo anche dire che Facebook è per i copy e My Space è per gli art. E aggiungere che oggi, se volete essere veramente cool avete due possibilità: usare l'accappatoio leopardato che ho trovato nel bagno del mio hotel come cappotto, e non essere presenti su FB se non con 15 veri amici.
Elvis, what are you doing right now?
martedì 2 dicembre 2008
Io confesso. (O anche: Finalmente puoi parlare male di te stesso)

Protetto dal rigido anonimato di Ted Disbanded, puoi finalmente confessare le veniali marachelle commesse nella tua carriera di pubblicitario. Tu Account, che quella volta non presentasti la proposta C) dei creativi facendo poi finta che era stata segata. Tu Art Director, che copiasti di sana pianta quell'impaginazione da un vecchio numero di Rakam. Tu Copy, che prendesti una headline tra i giochi di parole nelle citazioni del vocabolario. Tu, Direttore Creativo, che favoristi la Stagista Bionda. Tu, Stagista Bionda, che ti facesti favorire. E perfino tu, Aspirante Pubblicitario, che hai messo nel portfolio quell'annuncio preso da un annual belga. Per tutti ci sarà il perdono. Anche per Elvis, che has left the building.
Se non finisci la minestra chiamo Babbo Natale.

Quando ero piccolo l'idea di un intruso che nottetempo si sarebbe introdotto in casa depositando regali senza prendere nulla in cambio, mi lasciava un po' inquieto. Il giornale americano Chicago Tribune ha avuto la bella idea di raccogliere foto di bambini impauriti dalla figura di Babbo Natale ("Scared of Santa"), spesso in braccio a improbabili e Santa impersonator, e il più delle volte ancora ignari dell'esistenza di una simile figura che solo la geniale mente della The Coca Cola Company poteva concepire. Qui la gallery, dove potete anche caricare la foto vostra o dei vostri figli, ammesso che ci sia ancora qualcosa in grado di spaventarli.
Elvis has left the building.
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