lunedì 7 febbraio 2011
Imported from Detroit.
Mentre in Italia si discute (o meglio, i pubblicitari discutono) di pubblicità uscite una volta soltanto per vincere premi, in USA si discute moltissimo dell'esatto contrario: pubblicità uscite durante il Superbowl, quindi più vere delle vere perché costosissime e viste da tutti centinaia di migliaia di volte, anche grazie al web. Questa, di 3 minuti, è un'operazione che Chrysler ha affidato a Eminem. Un rilancio non tanto della Chrysler, ma di tutta Detroit, la MotorTown, città grigia e industriale, famosa solo per le auto e una leggendaria casa discografica. Ed è così che nasce "Imported from Detroit", un claim meravigliosamente orgoglioso, che arriva dritto al cuore degli americani, o almeno di quelli che ce l'hanno. La stessa cosa, più o meno, dovrebbe aver provato a fare FIAT con un patetico (non sia visto come un insulto, ma proprio come l'aggettivo più pertinente) spot di qualche anno fa, che onestamente non ho nemmeno voglia di cercare su Youtube: era la bruttissima copia di Apple Think Different, se ve lo ricordate. Non giudico il film di Chrysler, che personalmente mi piace molto: dico solo che quando anche noi saremo di nuovo in grado di pensare e produrre spot corporate (cioè istituzionali) di questo impatto generale, la pubblicità tornerà a far parlare di sé, e noi risolveremo un bel po' di problemi. Quasi automaticamente.
Elvis has left the building.
sabato 5 febbraio 2011
The Kenneth Cole autogol.

Qualcuno avrà perso il posto per questo maldestro twitt? Si spera di sì. Avrei qualche suggerimento su dove trasferire il copy autore di questo colpo di genio; non è difficile. La magia della rete è che le cose straordinariamente belle diventano virali alla velocità della luce esattamente come quelle straordinariamente brutte. A nulla valgono le altrettanto maldestre scuse pubblicate immediatamente dopo (le trovate su Copyranter).
Elvis has left the building.
venerdì 4 febbraio 2011
mercoledì 2 febbraio 2011
QR-Code. The ultimate bluff.
Conosco persone che possiedono lo smartphone e hanno scaricato l'applicazione per leggere i QR-Code, eppure non la usano mai.
Ma la stragrande maggioranza di quelli che possiedono lo smartphone non hanno nemmeno scaricato l'applicazione.
Forse è bene iniziare ad ammettere che questo bellissimo gioco è rimasto un bellissimo gioco per la stragrande maggioranza delle persone, ed evitare di alimentare aspettative eccessive in giro. Un gioco magico, con qualche utilità di fondo, divertente. Ma sempre meno di questo video. (Thanks Mauroman).
Elvis has left the building.
martedì 1 febbraio 2011
Dedicato a chi, come me, quando pensa ai Pink Floyd non ha in mente Saint Tropez, ma si sbaglia.
I Pink Floyd chi? Quelli che fanno musica da sigle dei telefilm del pomeriggio? I know them, li ho visti dal vivo nel 1971 a San Tropez, un anno prima di Pompei.
Elvis has left the building.
lunedì 31 gennaio 2011
Disbanded collateral effects.

Per la prima volta su questo blog si parla di un farmaco Disbanded. Ciò a causa dei suoi effetti collaterali. Persone che lo usavano per dormire, si ritrovavano misteriosamente grasse.
"Nel 2002 sulla rivista Sleep Medicine, erano stati pubblicati i casi di pazienti, che avevano assunto Zolpidem e che avevano sperimentato alimentazione incontrollata mentre erano addormentati. Due casi segnalati all’ADRAC si riferivano a pazienti con alimentazione incontrollata da addormentati. In un caso, la paziente aveva guadagnato 23 kg nell’arco di 7 mesi, mentre stava prendendo Zolpidem; fu scoperta, addormentata, di fronte ad un frigorifero aperto. Nell’altro caso, un paziente che era aumentato di peso in modo significativo, è stato scoperto da parenti mentre prendeva il cibo dal frigorifero e da armadietti in cucina. In altre segnalazioni, pervenute all’ADRAC, sono stati descritti il caso di un paziente che si è svegliato con un pennello in mano dopo aver dipinto la porta. Due altre segnalazioni infine hanno riguardato il caso di soggetti che guidavano mentre stavano dormendo. ( Xagena2007 )"
Elvis has left the building.
mercoledì 26 gennaio 2011
Mi sento fortunato.

Era dai tempi dell'ultima mail Spam di vincita di 1 milione di euro per essere stato estratto a sorte tra migliaia di nomi a caso che non ricevevo una DEM così allettante. Pensate, per soli 400 euro annui (sarebbero 600 se non avessi la carta Ulisse) potrò usufruire di una saletta Lounge Alitalia e accedere ai tramezzini e le pizzette ad essa associati, che - posso dirlo essendone stato ospite una volta - sono perfettamente in linea con il resto dell'aeroporto (Fiumicino o Linate, fa forse differenza?). Presumo che un servizio di tale classe si paghi in tutto il mondo, e che costi sempre come una palestra. Eppure non riesco a dimenticare il profumo (profumo vero) che si sentiva lo scorso inverno nei bagni pubblici dell'aeroporto di Monaco e Francoforte, dove per 0 euro ti davano anche il caffè, il giornale e uno specchio. Che era il pavimento.
Elvis has left the building.
Il peso dell'ADCI, di Vigor e delle campagne rilevanti.
Ecco qui le uniche cose che so a proposito dell'ADCI: il presidente dell'Art Directors Club Italiano deve essere un creativo. Rispettato, rompicoglioni, autorevole. Bravo a fare il politico e bravo a fare il creativo. Con un sacco di tempo a disposizione, quindi probabilmente anche ricco. Vigorelli andrebbe quasi bene, per dire. L'ADCI non è il sindacato dei creativi, e non potrà mai esserlo. L'ADCI per risollevarsi ha bisogno del suo annual molto più di quanto l'annual abbia bisogno dell'ADCI (in fondo se ne potrebbe creare uno altrettanto autorevole, e indipendente, in un attimo). E' la sua vetrina. L'annual deve abbandonare la carta e passare sul web, modello Adsoftheworld. Solo così diventerebbe vivo, letto probabilmente da clienti, creativi, stampa, gente di passaggio. Solo così non sfonderebbe inutilmente la mia libreria. Tra l'altro ciò che è molto visto/visitato - mi dissero - fa guadagnare molti più soldi di ciò che raccoglie polvere. Inoltre: il problema dell'annual non sono le campagne finte o vere, ma le campagne rilevanti. Iniziamo a premiare le campagne che siano in qualche modo rilevanti, anche fosse solo per la loro straordinaria bellezza. Rilevante è ciò che ha avuto senso fare, che è stato notato, che si è distinto. Fake-non fake è una distinzione obsoleta e infatti noiosissima. Quello che dice Vigor nell'intervista qui riportata è giusto assai: purtroppo non è più l'annual delle cose che sappiamo fare, ma di quelle che potremmo fare. Se l'annual fosse interamente online, le campagne irrilevanti passerebbero via come acqua fresca, con la velocità distaccata e superba che solo il web sa regalare. Ultima cosa che so è che non mi candido a fare il presidente, e nemmeno il mio amico Luca Albanese. Non ne abbiamo il tempo, e non sarebbe serio. (Per quanto mi riguarda non ne sarei nemmeno capace). Ma questo lo sapevamo. Lo dico solo perché la voce girava, e anzi ringraziamo chi la aveva accolta con favore.
Fine del post pesante.
Elvis has left the building.
martedì 25 gennaio 2011
Uno spot sobrio.
Nessun effetto speciale, nessuna trasformazione, no show off. Solo un lungo filo logico, più che realistico, all'insegna del minimalismo e della riflessione. E' evidentemente tornato il tempo dei filmati a zero budget.
Elvis has left the building.
lunedì 24 gennaio 2011
Inverno 2011, tendenze moda.

L'uomo che ha rilanciato i sandali da piscina è naturalmente lui: MZ. Adidas. Neri. Le Havaianas le portava mio nonno. Nota bene: da calzare solo con la neve, come anche racconta il film a lui dedicato, aI posto degli scomodi Moon Boot che ingombrano troppo quando si tratta di incrociare le gambe davanti a un giornalista. Qui un vecchio articolo sulla questione, alle origini del fenomeno.
Elvis has left the building.
mercoledì 19 gennaio 2011
Mi fai paura, man.
Il rapper più veloce del mondo è bianco? Escludo la postproduction.
Elvis has left the building.
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