lunedì 5 aprile 2010

Gli inglesi sono più intelligenti degli italiani? Oppure siamo noi a essere più stupidi?



Se all'estero la pubblicità non tratta i propri connazionali come degli stupidi, mentre da noi sì, ci deve essere un motivo e ho paura a pensare quale sia. Da anni in Inghilterra c'è una campagna sulla sicurezza stradale che insiste su questo bellissimo insight, semplice come tutti i pensieri più belli: quando guidi ci sono cose a cui presti attenzione, e altre meno. E sono proprio queste ultime che rischiano di più. Una campagna che ha avuto la punta più alta con l'inarrivabile "moonwalking bear", e che poi ha proseguito sempre con grande intelligenza e civiltà. Questo è l'ultimo episodio, ancora più laterale e certamente inaspettato, proprio come un ciclista che sbuca all'improvviso. La stessa lateralità in Italia sarebbe impossibile. Il brief sarebbe "non mostrare sangue", proprio come nella campagna UK, ma un'esecuzione simile sarebbe impensabile, qualunque ministro anche illuminato sedesse sulla poltrona di turno. Oggi la campagna è questa, ma più o meno la storia non cambia se guardiamo ancora più indietro, salvo rarissime eccezioni antiche. Mi domando da dove provenga una così bassa considerazione delle nostrane capacità di emozionarci davanti a un bel pensiero, di riflettere al cospetto di un'intelligente idea. Forse dai risultati elettorali? O semplicemente dalla pagina dei cinema, dove i Moccia Sons imperano, e trovano spazio titoli come "Piazza Giochi" (piazzetta dove si radunavano le teste non-pensanti di roma nord negli anni 80-90, e dunque terreno perfetto per farne un film crudo e sciagurato, come non sarà invece questo). Concludo la crociata pasquale consigliando un film semplice e delizioso che non saremmo mai in grado di fare qui da noi: Nicolas e i suoi genitori. Non ne avremmo mai il cast, le idee, la cura e la sceneggiatura. Cosa è successo agli italiani?

Elvis has left the building.

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Onestamente trovo le campagne per la sicurezza stradale inglesi belle e incisive. Non so se i nostri ministri giudichino idioti gli italiani. Forse sì, visti anche i toni delle campagne elettorali che li portano al potere, qualunque sia la loro parte politica. Ma credo che alla base ci siano un problema differente. In questi film inglesi che hai pubblicato o suggerito, è evidente che c'è una volontà precisa del committente: "Comunico perché è mio dovere dirti qualcosa di utile e importante per la tua vita e per la tua collettività".
Nei film italiani, generalmente, c'è una volontà diversa: "Comunico perché me lo richiede il mio ruolo istituzionale. Meglio farlo nel modo più indolore possibile, così potrò dire di aver fatto il mio dovere e di pensare alla collettività, senza dovermi prendere la responsabilità di aver espresso un pensiero. Uno qualsiasi. - Arnald

Anonimo ha detto...

Si dice che gli italiani sono sempre in vacanza. Dopo questo turno elettorale, tre anni di vacancy. Culturale, politica e sociale...

Anonimo ha detto...

Si dice che gli italiani sono sempre in vacanza. Dopo questo turno elettorale, tre anni di vacancy. Culturale, politica e sociale...

t.o. ha detto...

"ho lavorato per un po' in un agenzia di londra"
(chiedo scusa per questa frase che di solito l'italiano medio la usa bassamente per rimorchiare..a me serve giusto per dare un minimo di creadibilità al muro di parole generato qui sotto)

e quando tornavo per i brevi weekend mi trasformavo spesso in "stanis di boris"..questi erano i clichè su cui mi soffermavo di più:

1.come tutti sanno londra investe nel nuovo (specialmente capitale umano), ad esempio la sua popolazione è solo del 20% inglese

2.c'è una diversa percezione del tempo, lo vivono in maniera piena per produrre e generare idee nuove

3.sanno che molte cose della propria città e del proprio paese dipendono da loro quindi sono maggiormente consapevoli del potere che hanno le proprie azioni, in italia invece c'è la percezione contraria, c'è sempre una forza esterna a noi che ne determina la situazione attuale e noi non ci possiamo fare niente (chissà perchè)

4.gli "inglesi", quando camminano per strada, lo fanno perchè stanno raggiungendo una meta, una location ecc, the italians invece spesso danno l'impressione di camminare e basta senza avere un obiettivo preciso

quindi cosa è successo agli italiani?

credo sia anche un problema di vitalità, noi la nostra la anestetizziamo troppo con delle ca.....

potrei dirne molti di più
ma chiacchierare tanto e apparire come quello che pensa di avere la soluzione sarebbe "troppo italiano"

P.S.:
i brit cmq sono alcolizzati

Anonimo ha detto...

Forse la maggioranza non è così "raffinata" e sottile intellettualmente. E' abituata alle cose semplici, grevi, dirette, basiche. I programmi tv più seguiti sono Ciao Darwin e L'isola dei famosi o il GF, non sarà mica un caso. Non sempre.

Anonimo ha detto...

ted, non generalizzare. Ci sono diversi tipi di intelligenza. C'è chi ha un'intelligenza logica, un'intelligenza creativa etc etc. Anche a scuola, quanti sono bravissimi in una materia e negatissimi per un'altra?

E' lo stesso per gli italiani, che sono intelligenti in alcune materie e delle capre assolute in altre.

Anonimo ha detto...

Il vero problema dell'italia è che si fanno le cose- qualsiasi- per un rendiconto economico e non per passione. Se i parlamentari guadagnassero 5000 euri al mese senza bonus vedrete che i vari delinquenti, nani, ballerine, veline, figli di, sparirebbero dalla circolazione.

In italia si fanno le cose per profitto e quindi si crea un cicolo vizioso di mediocrita:

I film, le pubblicità, i programmi tv, le serie tv in Italia non vengono fatte perchè qualcuno ha una storia da raccontare, un'idea, qualcosa di nuovo, ma solo per fare profitto e quindi facciamo una cosa simile a questa che vende, facciamo una cosa uguale a quest'altra che attira milioni di telespettatori.

Ed eccoci al 21 Natale a... e al 48 film adolescenziale con "amore" nel titolo.

Facciamo un passo avanti, magari all'inizio la gente inebetita non si accorgerà ma piano piano il livello degli ascoltatori si alzerà lievemente e passo dopo passo potremmo fare qualcosa di meglio.

Ma qui in italia non c'è speranza, nessuno vuole che la massa migliori. Perchè finchè si ragionerà in termini di profitto ormai sappiamo come si spennano i polli.

Anonimo ha detto...

è colpa della buona cucina che ci appaga a tavola e non ci sprona a trovare soddisfazioni in altri campi.

Ted ha detto...

This is the best!

Marco Diotallevi ha detto...

Secondo me all'Italia servirebbe un tantino di team building. Immaginate Berlusconi che cade all'indietro e viene sorretto da Santoro, padani e terroni che giocano insieme a rugby e poi tutti insieme a fare la pizza. Si finirebbe a litigare per un fuorigioco, ma sarebbe una gran festa della Repubblica.

Anonimo ha detto...

Ted, però è vero. Nei paesi dove si fa della buona pubblicità si mangia di merda e molto spesso si vive anche di merda.

16.23

Anonimo ha detto...

Però non si viene pagati di merda.

Anonimo ha detto...

Caro Ted,

noto un sottile e mal celato malessere.

Non è che forse piano piano, come piace a noi
pensi di migrare verso nuovi e fertili lidi stranieri?

Ted ha detto...

As we say in rome: Ma chi me se pjia?

Yogasadhaka ha detto...

Sono pienamente d'accordo con il primo commento, quello di Arnald. Aggiungo che inoltre in Italia la comunicazione (cui spesso ci si avvicina in modo naif anche da parte di aziende e istituzioni) è molto condizionata dal vizio dell'ipocrisia, eredità di una cultura pre-moderna. Parlare in modo chiaro e diretto viene spesso considerato aggressivo e fuori luogo. Si preferisce l'appello ai grandi valori e l'allusione ("La città è anche tua, rispettala") per dire tutto e niente. E infatti i primi a parlare sempre per allusioni e grandi valori sono le due "grandi autorità morali" del paese: il Papa e il Presidente della Repubblica.

Eva ha detto...

Sono d'accordo su questo punto:

3.[gli inglesi] sanno che molte cose della propria città e del proprio paese dipendono da loro quindi sono maggiormente consapevoli del potere che hanno le proprie azioni, in italia invece c'è la percezione contraria, c'è sempre una forza esterna a noi che ne determina la situazione attuale e noi non ci possiamo fare niente (chissà perchè)

sono stata un'oretta buona in attesa per il mio turno dal medico della mutua e sono rimasta colpita dal fatto che ci fosse un minimo comun denominatore in tutti i discorsi degli altri pazienti che aspettavano come me. dicevano 'hanno fatto bene a mandar via dall'isola questo', 'per me hanno sbagliato a fare quest'altro', 'io proprio questo non l'ho capito'. cioè l'idea complessiva era di stare dentro a un acquario, dove qualcun'altro non ben definito, il decisore della situazione, faceva questa o quest'altra cosa. una mano di burattinaio che ogni tanto tirava un filo e ogni tanto un altro.

così, in generale uno se ne sta buono e non dice nulla. può giusto commentare quello che qualcun altro sta facendo, come nel salottino del medico della mutua.

alessandro.orlandi ha detto...

E cosa dire di:

"Faccio acrobazie, mai quando guido.
Sono sulla buona strada."

Se volevano spaventarmi ci sono riusciti.

Ale.

Francesco ha detto...

Nelle campagne sociali italiane il problema è l'ego dei politici.

Può essere che il politico di turno voglia visibilità diretta (la campagna per il teatro, con Gianni Letta o le varie di Brunetta), oppure più subdolamente si affianchi al testimonial di turno in modo da avere ampia visibilità nelle trasmissioni e riviste di attualità (es. Zaia e McDonalds o Giovanardi in genere).

Le belle idee non fanno guadagnare foto su Gente, Oggi o Chi. Tania Cagnotto e i panini si.