giovedì 2 febbraio 2012

Scintille come questa.



"L'ignoto. Dove tutte le idee nascono". Prima o poi qualcuno doveva raccontare il limbo in cui nasce una grande idea. A farlo è una nuova automobile, la solita nuova automobile, e non come sarebbe stato forse più bello una company che produce qualcosa di più alto e utile (come le comunicazioni o l'energia, per esempio).  In ogni caso questo genere di pubblicità istituzionale, non retorica ma solo un po' magica, ha ancora negli inglesi i maestri insuperabili. La voce narrante è calda e amica, come se avesse sciolto lava nel tè al posto del miele, e non tronfia e costruita come quelle che sentiamo dalle nostre parti. Il sound design vale l'acquisto di cuffie nuove: usatele, mentre guardate il minuto di spot. Peccato forse per il finale (la scintilla diventa un fuoco d'artificio e la bellissima colonna sonora di SBTRKT sfuma come se qualcuno da dietro gridasse "forza, dobbiamo chiudere"), ma perdoniamo tutto, e pure di corsa. Sarebbe bello vederne qualche secondo ancora, ma è una pubblicità, non un film purtroppo (agenzia W+K London, regia Martin Krejci).

Elvis has left the building.

1 commento:

up ha detto...

in quel reparto creativo deve esserci un kabbalista...

Luria insegnò che il primo atto divino non fu l’emanazione, bensì la contrazione. L’En Sof ritrasse la sua presenza “da sé a sé”, ritirandosi in tutte le direzioni a partire da un punto al centro della sua infinità, creando in tal modo, per così dire, un vuoto. Questo vuoto servì da luogo della creazione. Nel vuoto, l’En Sof emanò un raggio di luce, incanalato in vasi. Da principio tutto andò bene, ma non appena il processo di emanazione avanzò, alcuni vasi non riuscirono a resistere alla forza della luce e andarono in frantumi. La maggior parte della luce ritornò alla sua fonte infinita, ma il resto cadde sotto forma di scintille, insieme ai cocci dei vasi.
Alla fine, queste scintille restarono intrappolate nell’esistenza materiale. Il compito dell’uomo è quello di liberare, o innalzare, queste scintille per restituirle alla divinità