mercoledì 9 settembre 2009

In questo post non si parla di pubblicità, come da accordi.



Gli scam-ads (annunci pubblicitari finti) stanno uccidendo i festival di pubblicità di tutto il mondo. Un tempo erano solo un prurito più o meno sotto controllo, ma da quando (specie ad est) si è arrivati a inventare i prodotti, prima ancora degli annunci, o (a ovest) a scavalcare allegramente la mancata approvazione dei clienti, l'imbarazzo si è sostituito alla gloria, e la mancanza di credibilità sta rischiando di trasformarsi - alla lunga - in un danno anche economico. One Show è il primo premio pubblicitario mondiale di una certa rilevanza che cerca di opporsi agli scam ads. Lo fa con le minacce: se iscrivi un lavoro per un cliente inesistente, o iscrivi un lavoro non approvato dal cliente, sei fuori dalla competizione per 5 anni (oddio, come deterrente non è così spaventoso). Se iscrivi un lavoro uscito una sola volta, magari di notte, con il chiaro proposito di vincere premi e basta, sei fuori per 3 anni. E' una nobile e coraggiosa iniziativa, che priverà il One Show di svariate migliaia di dollari, e che renderà le giurie lentissime: pensate infatti a quante polemiche, proteste, ricorsi, dietro a ogni singolo pezzo iscritto. Perché il confine non è mai così netto come quelli di One Show fanno finta di credere, e la regola non è mai troppo univoca. Però l'iniziativa è bella, specie se confrontata con la filosofia dell'"iscrivi-più-che-puoi" e "aspetta-un-attimo-sto-inventando-una- nuova-categoria-per-te" di festival come Cannes, e meritava spazio perfino in un blog come questo che si guarda bene dal parlare di pubblicità, o di anteporre tre inutili lettere alla propria intestazione.

Elvis has left the building.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Sempre per non parlare di pubblicità. Condivido le tue perplessità tecniche sulla possibile complicazione del lavoro delle giurie, però mi pare che l'effetto di "posizionamento" per The One Show - che diventa The Real Thing, contrapposto a una pletora di Pretenders' Club (non solo Cannes, ma anche e sempre di più Cannes) - sia un gioco che valga la candela. Ci vogliono le palle, non c'è niente da fare. Un abbraccio. Marco Carnevale

Anonimo ha detto...

Una domanda che non c'entra niente.
Ted, ma tu come ti informi? leggi il giornale? a che ora? guardi il tg? senti il tg alla radio? leggi altro? programmi o riviste di approfondimento?

Anonimo ha detto...

Le giurie non saranno rallentate penso che le ricerche dei misfatti verranno fatte a posteriori sugli ori argenti e bronzi e quindi su una mole di campagne molto meno estesa. Poi in caso di furbata tolto il premio scatta la squalifica e la pubblica gogna.

modesty ha detto...

...è stato bello....finchè hai resistito.
:-)

giovanni pagano ha detto...

allora possiamo dire che aveva ragione pagano
che è uscito dall'adci 5 anni fa per questo motivo?

francescos ha detto...

Invece One Show lo ha fatto proprio per non perdere migliaia di dollari...
Oggi diverse agenzie, in Italia United, non iscrivono campagne ai festival perchè non vogliono partecipare a competizioni truccate. Che gusto c'è a esibire un trofeo se sei andato a caccia in un pollaio?
Quest'anno Cannes ha perso il 30% di iscrizioni e presto festival minori di manica larga sulle iscrizioni, chiuderanno i battenti perchè non possono sopravvivere tutti.Quello che ha fatto One Show lo ha fatto perchè sa che il valore di un festival ciò che lo fa vivere è il prestigio .Cioè lo ha fatto nel suo interesse che poi dovrebbe essere anche il nostro.

Anonimo ha detto...

rispondo a "francescos ha detto...".
quest'anno cannes ha perso il 30% di iscrizioni per la crisi, e non per altro. le agenzie che normalmente spendevano budget da capogiro per tentare la fortuna hanno dovuto tagliare drasticamente la spesa, per non parlare del fatto che ci sono agenzie (come la JWT) che ha chiuso sedi nel nord america.

il One Show ha introdotto una regolina che, per noi europei, è ormai una condizione sine qua non per l'iscrizione ai premi: l'approvazione del cliente.
Inoltre dice:
"An agency or regional office of an agency network that enters an ad that has run once, on late night TV, or has only run because the agency produced a single ad and paid to run it themselves*, will be banned from entering The One Show for 3 years.

*The One Club reserves the right to review ‘late-night, ran-once’ and launch versions at their discretion. If it is determined that the ad was created expressly for award show entry, the penalty will hold."

raramente qui in italia si pagano le uscite per i fake. in genere è il cliente che paga per l'uscita. bisognerà verificare l'arbitrarietà nel giudizio sui fake fatti apposta per i premi, considerando che ci sono campagne vere che escono una volta sola.

già ora raccogliamo pochissimi premi, ma se fossimo costretti a non fare neanche una campagna finta, l'Italia non raccoglierebbe nulla nell'ambito internazionale e tutti i creativi dovrebbero scappare all'estero.

Ted ha detto...

E in effetti a fare i fake sono molto più bravi gli stranieri di noi. Perché ci vogliono soldi (che noi non abbiamo) e impegno (noi siamo pigri).

Anonimo 10.42, se mi scrivi una mail ti rispondo.

vincenzo ha detto...

un artista viene quotato in base a quanto vende, un pubblicitario in base al consenso della critica.

mi sa che in 'sto mondo c'è più di qualcosa che va alla rovescia.

Anonimo ha detto...

diciamo che se un artista non viene criticato bene, non vende una mazza.

francescos ha detto...

Che ci sia la crisi lo sapevamo già caro "ha detto delle 18.38".E'proprio perchè c'è la crisi che è sempre più futile disperdere soldi su premi che non hanno nessun credito. Quelli del One Show (che insieme al D&AD e all'ADC di NYC sono i festival con la più alta reputazione al mondo )hanno deciso di tutelarsi, e lo fanno nel loro interesse.

francescos ha detto...

Che ci sia la crisi lo sapevamo già caro "ha detto delle 18.38".E'proprio perchè c'è la crisi che è sempre più futile disperdere soldi su premi che non hanno nessun credito. Quelli del One Show (che insieme al D&AD e all'ADC di NYC sono i festival con la più alta reputazione al mondo )hanno deciso di tutelarsi, e lo fanno nel loro interesse.

vincenzo ha detto...

@ anonimo delle 9.51: già... ma in molti casi le critiche sono pessime e l'artista vende ancora di più perché considerato di rottura.

cmq volevo solo dire che va bene premiare la bravura di un creativo, ma è assurdo che si perda di vista la natura del proprio lavoro per appagare il proprio ego (e che si sia anche disposti a "bluffare" per questo).

Yogasadhaka ha detto...

Secondo me le battaglie contro le "campagne finte" restano velleitarie buone intenzioni, internazionali invece che nazionali.

Anonimo ha detto...

Secondo me, One show iscrivera' la sua campagna contro i fake al suo premio.

mauroman ha detto...

Concordo con l'arguzia dell'anonimo qui sopra.
Aggiungo che, per evitare le sue stesse sanzioni, One Show farà in modo che la campagna faccia due uscite, invece di una sola.

Gabriele ha detto...

Quando mi è arrivata la mail del one show ho esultato.
Goduto.
E poi mi sono rattristato, sarà inutile lo stesso.
Speriamo di no.