martedì 29 settembre 2009

L'incubo ricorrente del sig. Ikea.



Le immagini del più grande disordine domestico mai rinvenuto a memoria d'uomo. Nemmeno il salottino di una sala VIP dell'Alitalia versa in questo stato. Le immagini sono state scattate dalla polizia di Houston durante un sopralluogo pre-evacuazione di uno dei mille uragani (sempre con nomi di donna) che visitano gli Stati Uniti. Noterete anche il rigido sistema alimentare salutista a cui si sottoponeva l'inquilino della casa, probabilmente magro e in salute. Lo immagino leggere molti libri, anche. Ed essere un tipo cordiale.

Elvis has left the building.

9 commenti:

vincenzo ha detto...

oppure il tipo aspirava a diventare miliardario sulla scia di un newyorkese:

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/artista-rifiuti/1.html

vincenzo ha detto...

ma io non avevo letto... l'inquilino era una donna.
probabile che abbiano dato all'uragano il suo nome.

Anonimo ha detto...

Impressionante. Solitamente la propria casa rappresenta simbolicamnte la propria personalità o mal che vada lo stato mentale del momento. Chissà costui cosa si rantolava inside:(

Fastofax_________

Gabriele ha detto...

Oppure era un copywriter, di quelli normali, di quelli che fanno il fine settimana in agenzia, poi torna non sa cucinare, non sa fare altro e ordina da McDonald's e
non ha tempo.
E quindi non mette in ordine.

Oppure era semplicemente Gluttony di Seven.

O era obeso e inutile e basta.
O era magro e stressato.
O aveva carenza d'affetto.
O era un feticista del disordine.
O non esisteva.
O lo hanno incastrato terribilmente.
O era mastro Lindo, così occupato a lavare le case degli altri che la sua è una merda.
O chissà chissà chi èèèèèè

Anonimo ha detto...

Oppure si era ripromesso di farlo domani. Con l'entusiasmo di rimettere tutto al loro posto.
Raccogliere la plastica con la plastica ed i cartoni insieme a tutti gli altri cartoni. E poi avrebbe spazzato a terra: cosciente che ormai non bastava più un tappeto per nascondere le cicche a terra. Da dove nasce la polvere, si chiedeva spesso. Puo' uccidere la polvere?. Forse raccoglieva i rifiuti come metafora di una chance sfumata. Copriva con la sporcizia, preservando la sua fragilità. Non credo esistano solventi e smacchiatori per cancellare certi dolori. Se ci penso a ancora a questa storia, inizio a piangere.

BigSadBlues ha detto...

anonimo delle 15.07

sono contento del tuo intervento, abbi i miei figli ti prego.

Anonimo ha detto...

Big SadBlues, in che senso: abbi i miei figli ti prego?.

R.S.V.P.

Merci

Anonimo ha detto...

Ted, tu sai il perchè dei nomi femminili ? :)

Gabriele ha detto...

sono bigsad, era per dire che mi è piaciuto ciò che hai scritto :D