sabato 24 ottobre 2009

"Then he coughed and nothing else was said".



Le ultime parole dei condannati a morte, in questo sito meticolosamente aggiornato dal Texas Department of Criminal Justice. Me ne sono lette un po', la maggior parte invocano il perdono sia divino che umano. Il tipo della foto dice una cosa interessante sulle streghe date alle fiamme. Tra le tante, la cosa che colpisce è l'ossessione per le razze: anno per anno potete trovare i giustiziati divisi tra White, Black, Hispanic e Others, in un paese che quando venne eletto Obama sembrava quasi infastidito se si accennava al fatto che costui fosse il primo Presidente nero. Ma è pur vero che il motto del Texas è "the lone star". Una stella su cui i colori contano ancora molto, e i coloured molto poco.

Elvis has left the building.

4 commenti:

cletus ha detto...

vedi alla voce Lansdale, e alla considerazione in cui tiene i cosidetti wasp.

Yogasadhaka ha detto...

Sono contrario alla pena di morte in ogni forma. Però trovo commovente il fatto di consentire che il condannato possa esprimere un suo finale punto di vista in forma pubblica. E' anche una forma di rispetto nei suoi confronti, anche se forse sarebbe più rispettosono non ucciderlo per niente.

Ted ha detto...

Concordo.

modesty ha detto...

quando giri in texas la avverti nitidamente questa cosa : è una specie di "attesa del giuduzio".

nessuno ne parla volentieri. ma tutti quelli che vivono lì si sono rassegnati a quell'attesa, sia quelli a favore (ovvio...son quelli che poi si piazziano con le seggioline pieghevoli davanti alla prigione quando ne devono fare fuori uno)che quelli contrari.

il razzismo poi è talmente dentro loro. è intrinseco.

non so se sono a favoro o contro. diciamo che io non potrei mai fare il boia a pagamento. ma se un crimine dovesse toccare la mia sfera privata probabilmente sarei capace di uccidere.