martedì 9 settembre 2008

Domanda dell'uomo della strada (prima di essere investito da un ciclomotore): come mai i dj più famosi sono tutti over 40?



Solo perché conoscono più musica degli altri? E' questa la semplice risposta? Ho preso la targa, è passato col rosso.
Qui la classifica dei più pagati.


Elvis has let the building.

30 commenti:

DAVID YOUMORE ha detto...

DOMANDA DELL'UOMO DELLA STRADA (PRIMA DI ESSERE INVESTITO DA UN CICLOMOTORE): COME MAI I POLITICI, GLI STILISTI, I DIRETTORI CREATIVI, I SINDACI, ETC ETC PIU' FAMOSI SONO TUTTI OVER 40? BOH, IN ITALIA E' LA NORMA.

Anonimo ha detto...

Ted, il link con la lista dei dj più pagati non mi risulta accessibile.

Ted ha detto...

Youmore, sui dj il fenomeno è mondiale.

Anonimo ha detto...

David Youmore, sei già pronto per diventare un ultraquarantenne rompicoglioni e juniorfobico.

Anonimo ha detto...

E' pazzesco, oltre a Niky Bellucci che è dell'83, sono tutti tra i 38 e i 50 anni. Possibile? Questa cosa mi sembra assolutamente Disbanded. E la stessa regola vale anche per il reggae: il più famoso selector del mondo, che per stereotipo dovrebbe essere nero e con i dread, si chiama David Rodigan, ha 48 anni, è bianco e quasi completamente calvo.

http://img.villagephotos.com/p/2006-11/1227628/TMvsDR001.jpg

Dax82

ha detto...

Perché solo dopo una certa età si riescono a capitalizzare i guizzi creativi di gioventù.
(e difatti sono quasi tutti fermi a quello che facevano una vita fa).

The Ego ha detto...

Secondo me è un discorso di etichette.
Quelli big ne hanno di proprie e diventano, ovviamente, talen scout e producer. In breve, se sei un junior avere la giusta etichetta è meglio.
Così se diventi un big, guadagni non solo per le serate, ma anche come producer.
Da me si dice "piove sul bagnato".

Ma chi se ne frega, quelli super forti emergono comunque. Se leggete "L'ultima lezione" capirete quanto lamentarsi è solo uno spreco di energie, che se incanalate in produttività, portano a migliori risultati.

Grande Ted, questo post legge nella mia mente, è dal secondo anno di università che mi facevo sta domanda.
Non è che ci siamo incontrati al Goa ;)

luca Scotto di Carlo ha detto...

ovvio, perché siamo figli degli anni settanta. i figli degli anni ottanta - volenti o nolenti - sono cresciuti in un panorama desolato martellato da deejay television e dal cecchetto di turno. alcuni pensano ancora oggi che turn it on again è il pezzo migliore dei genesis. e che i duran duran e i depeche mode erano pari ai beatles e ai rolling stones. chi non si è fermato all'apparenza di quegli anni di cui rimarrà poco e niente, qualcosa di buono ha trovato e/o rivalutato. gli altri hanno fatto il salto di qualità e sono passati all'house.

Anonimo ha detto...

Appunto, se ti manca il back ground degli anni settanta, e ti manca se non c'eri, non puoi competere. Potrebbe, o forse dovrebbe diventare materia di studio, la musica del decennio settanta. Un DJ contemporaneo senza questa cultura è tronco.

DAVID YOUMORE ha detto...

Anonimo, non mi conosci.
Risparmiati i commenti personali.

Ted, sul fatto della lista mondiale anziché italica, credo che il processo sia simile. Fare il Dj è una cosa piuttosto semplice e soprattutto non necessita di requisiti anagrafici. Quindi diventare un bravo DJ, soprattutto con le ultime tecnologie, è abbastanza facile e se sei un DJ di vent'anni fa (aggiornato) sei tuttora un bravo DJ. La stessa cosa, ad esempio, non vale per i cantanti, sui quali l'usura del tempo pesa come un macigno. Prendi Califano, per esempio :-): se fosse un Dj sarebbe ancora al Top, come cantante non ha più voce, non esiste più, è la maschera di se stesso. Metafore ironiche a parte, è ovvio che il mestiere del DJ permette ai "senior" di mantenere la propria posizione nel tempo. Tutto qui.

Il riferimento all'Italia era soltanto una metafora dei classici mammoni tricolori che si piangono addosso sui blog come questo, e manco si firmano.

NON CI SONO PIU' LE MEZZE STAGIONI

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

LAVORARE IN PUBBLICITA' OGGI E' IMPOSSIBILE

etc, etc...

Saluti al The Ego.

Anonimo ha detto...

La stessa cosa vale per i critici cinematografici. Se hai visto un film degli anni '70 negli anni '70 hai assaporato un particolare fonadamentale che manca ai neofiti: il gusto di quel particolare clima
( pensate a film come
Piccolo Grande Uomo o Fragole e Sangue ). Non è immaginabile un Ghezzi ventenne.

Anonimo ha detto...

The ego riferito, mi riferivo a quanto detto da Scotto.

Anonimo ha detto...

Concordo con colui che ha postato il primo commento del forum da te citato, Ted: chi cazzo è Dj Tiesto?
A parte gli scherzi, avrei dato riga a Paul Van Dyk come padre della trance, quindi classifiche taroccate anche qui... :)
Richie Hawtin e Sven Vath sono ormai una garanzia tecno. Questa mattina in macchina sentivo una cassetta comprata a Camden Town (Londra) nel 98 con delle tracce di Sven. Supar!

Comunque non ne sono sicuro del fatto che chi non ha un background musicale degli anni '70 oggi non spicca.
Secondo me i big di oggi - che tra l'altro suonano dagli anni '80-'90 - hanno saputo prendere al balzo la sfera, mentre molti stavano ancora con le cover dei Nirvana.
A parte il pornodivo dell'83, tutti i citati sono maestri della scena digitale che hanno lasciato fior di neuroni nelle sale (pubbliche e non), riuscendo ad inventare qualcosa di nuovo, mentre oggi si rimpasta tutto.

P.S: come è andato poi l'elettroclash?

Mr. Becks

FRa' ha detto...

Contesto. Non sono over 40, ma di piu' e non appaio nei piu' pagati. A monte.
Suono ora Break degli Aphrodte's Child.

Anonimo ha detto...

Quella classifica non fa tiesto.

onan ha detto...

Non sarà che i giovani sono così abituati a non comperare (la musica) che non si sanno neppure vendere?

Anonimo ha detto...

Sicuramente Dj tiesto sarà una star ma, con tutto il rispetto, sono legato più ad altri artisti.
Meno male che nella lista si sono ricordati di Laurent Garnier: ho bei ricordi legati ad alcuni suoi pezzi :)
"The man with the red face" non la dimenticherò mai, ha accompagnato un bel periodo della mia vita.

'Notte

Mr. Becks

Anonimo ha detto...

sentivi una CASSETTA!! comprata a Camden Town??!!

Niky Rocks ha detto...

Dunque il sondaggio: "L'ora del reduce" ha portato alla conclusione che solo chi ha vissuto nei magici '70 ha diritto di dirsi MUSICALMENTE ISTRUITO? Ok.
p.s.
I Duran facevano dicotomia con gli Spandau.

a. ha detto...

non solo sono over 40 ma sono anche gli stessi da 10 anni. è questo il problema, il mancato ricambio. e se ci fosse una lobby? un muro contro le nuove leve? in italia è sicuramente questo il caso.

Anonimo ha detto...

i burattinai non hanno età. in fondo, non sono mica loro quelli che ballano.

Anonimo ha detto...

@9.35,

Sì, cassetta. Mica era Michael jackson che registrava su CD.

Mr. Becks

Anonimo ha detto...

Ok, decisamente il post e i commenti più disbanded degli ultimi mesi. Un dialogo (?) tra sordomuti. E pensare che si parla di musica :-)
Quanto alla risposta: è l'esperienza, e l'ampiezza della conoscenza che si sedimenta nel tempo, bellezza. Quel valore che chissà perché tutti fingono che non esista più. Mettete un selezionatore e un allenatore di calcio di 20 anni, e vedrete che ne salta fuori.

R ha detto...

Mah, a me i conti non tornano. Se ne hanno circa 40 o poco più (come la maggioranza di loro) non sono vecchi, per me.
Posto anche solo per un secondo che lo siano, il teorema non calza. Mi spiego: se la tesi di lsd e avvallata da altri (sono figli degli anni 70) fosse valida, dovrebbero averne almeno 50 (ma poi che c'entrano beatles e rolling stones con la disco music? - sono tutti dj discotecari, non da radio).
I conti non tornano, ne avevano al massimo una 10-15 nel 1980, e mica si dilettavano in consolle.
Mah, secondo me perché è musica da disco. E solo nel 1978 la disco è rinata, con "la febbre del sabato sera", studio 54 etc.
I dj citati sono "figli" di quei dj. Di quella rivoluzione. Hanno cavalcato l'eredità di quelli che sono riusciti a sopravvivere a quegli anni e sono diventati ricchi e famosi.

E guardandoli si avvalla un'altra tesi: molti sono sfigatucci. All'epoca in consolle ci andava chi non ballava o non ci sapeva fare con le donne. Ora le cose sono cambiate. Ma questo è un altro quesito.

Anonimo ha detto...

Sono tutti over 40 perche' la musica (intesa come creazione) e' finita negli anni 80 (ovvero quando i 40enni di oggi avevano 20 anni). Oggi non c'e' piu' nulla da proporre, c'e' solo da riproporre. Tutte cover, rielaborazioni, copiature riattoppate. Siamo in un periodo (molto lungo ormai) di decadenza creativa, in tutti i settori. La creativita' musicale, pubblicitaria, artistica, culinaria si parla addosso, egoriferita. Non essendoci piu' impulso creatore, si guarda indietro e si copia con adattamenti...e chi conosce meglio il passato glorioso a cui appellarsi se non i 20enni di ieri?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con l'anonimo delle 18.23, ma solo per quanto riguarda la musica. Credo che in altri campi, ad esempio la pubblicità, ci sia ancora oggi un'evoluzione creativa e tanto spazio per i giovani. Ovviamente intendo a livello internazionale.
Dax82

mauronman ha detto...

Trovo stimolante quello che scritto onan ("Non sarà che i giovani sono così abituati a non comperare la musica che non si sanno neppure vendere?").

In flashback, mi sono rivisto squattrinato e con ancora i capelli in testa di fronte al dilemma se fosse meglio investire seimila lire nell'LP Selling England By The Pound o comprare sei compact cassette vergini Basf 90 all'ossido di ferro (porca puttana, che fruscio!) per incidere ben 12 lp prestati di progressive vario e melensa west coast.
Col senno di poi, sarebbe stato meglio comprare il vinile, per potermelo spolverare feticisticamente ancora oggi.

Ma allora (ha ragione onan) il rapporto con la musica era completamente diverso.
Io per esempio, ero entrato in un gruppo d'acquisto. Ognuno comprava una quota di lp e tutti ce li prestavamo per inciderli a turno. Così tutti avevamo una discoteca della madonna a costo ridotto (nessuno di noi ancora aveva un reddito).
Però dovevamo:
- riunirci e discutere su cosa comprare
- avere letto sulle riviste specializzate tutte le recensioni
- registrarci in modo lentamente analogico ore di musica (ma intanto scrivevi i titoli dei brani e ricopiavi i testi originali dalle cover interne)

Voglio dire che c'era un processo tutt'altro che rapido e semplice, o economico, di godersi quegli anni di meravigliosa creatività che ti portava a essere un ascoltatore gioioso ma critico, informato, attento e selettivo.

Oggi scarico in un attimo molta più musica di quanta possa ascoltarne. I titoli non li conosco perché ci pensa itunes a copiarli e mi rende nevrotico leggerli sul display del mio ipod 85000 gigabyte.
L'era digitale mi ha reso infinitamente più semplice e piacevole la vita, ma ha indotto in me una bulimia musicale che mi rende più ricco di tracks e più povero di discernimento.

Ted ha detto...

Sposo Mauro in questa ultima frase.
E vendo il servizio fotografico del matrimonio a Pubblico Today per 1.50 euro.

mauronman ha detto...

Gay Today offre 3 euro.

Guido M ha detto...

Non capisco cosa c'entrino i KING CRIMSON con CLAUDIO COCCOLUTO.

Sono out. E odio i DJ.