venerdì 13 marzo 2009

Dal semivuoto file: Cose fatte bene in Italia.




Ecco due campagne totalmente diverse tra loro, ma con qualcosa di raro in comune: sono allo stesso tempo belle, italiane, e curate nel dettaglio (che è la cosa più rara di tutte per la roba fatta qui da noi cialtroni). La colla è nata in DDB Milano, mentre l'artistica RS.it è merito della coppia Pepe-Siani di BBDO. Apprezzabili qui e qui gli altri soggetti.

Elvis ha left the building.

69 commenti:

Anonimo ha detto...

Pepe è il numero 1.

Anonimo ha detto...

ted se l'essere disbanded fosse una malattia il rimedio migliore per guarire sarebbe un po di attak qua e là. :)
m.r.

Anonimo ha detto...

non le ho capite. comunque mi fido di te e sono contento per l'Italia.

Anonimo ha detto...

che cè da capire. il padrone del gioco ( che prima era rotto ), gli da il bentornato perchè è "tornato", grazie ad attak. molto bella.
m.r.

Ted ha detto...

An 13.25, questa sì che si chiama fiducia!

Piediperterra Please ha detto...

Le trovo sicuramente sopra la media in termini di trattamento.
Dal punto di vista creativo, sono sopra la media solo perché attualmente la media è zero.

Anonimo ha detto...

Gran belle campagne. Così belle da non sembrare italiane. Da sembrare fatte apposta per i premi.
E qui torna l'antico refrain: l'Italia, tranne rarissime eccezioni, raggiunge livelli di eccellenza esclusivamente con campagne su cui il cliente mette solo la firma. Altrove, c'è chi vince i grand prix con i detersivi.
In ogni caso, se questo è l'unico modo per fare bella creatività, attacchiamoci - proprio il caso di dirlo - a queste perle.
Bravi tutti.

Anonimo ha detto...

scusate scusate la ripetizione la ripetizione

Tom ha detto...

Belle campagne, anche se la vera sfida è riuscire a fare buona creatività sui brand "normali" per cose che poi vedi sui giornali e per strada, non solo sui siti di pubblicità...

Anonimo ha detto...

La campagna della colla è spaziale. Mi piace tantissimo.

Ted ha detto...

Mi permetto di correggere il tiro: la vera sfida è riuscire a fare campagne belle sia per le campagne pianificate pesantemente, sia per quelle che si vedono meno. Personalmente non ho più molta simpatia per le agenzie o i creativi che fanno bene solo il secondo lavoro, magari buttando via occasioni d'oro che costituirebbero il vero biglietto da visita per l'agenzia in cui lavorano.

francescos ha detto...

LA CAMPAGNA PER IL SITO DI ROLLING STONE MI RICORDA UNA FRASE DI BILLY WILDER AL SUO DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA:

GIRALA FUORI FUOCO COSI' VINCIAMO L'OSCAR !

NO SERIAMENTE CHE SIGNIFICA?


HO SCRITTO SUL PRIMO RS EDIZIONE ITALIANA, CONSULTO ABITUALMENTE IL SITO AMERICANO, NON CAPISCO COSA SE NE FACCIANO DI BELLE ILLUSTRAZIONI, LORO CHE HANNO GIA' I MIGLIORI ILLUSTRATORI IN CIRCOLAZIONE.

Anonimo ha detto...

Con tutto il rispetto per Pepe e Siani, non l'afferro. Ma può darsi che io non faccia parte del target di riferimento.

francescos ha detto...

...ATTACK E' UNA BELLA CAMPPAGNA INVECE.

Anonimo ha detto...

Attack è meravigliosa. L'ho appesa al muro già da un paio di giorni. - 1731975

valerio ha detto...

Si, 'welcome back' è proprio bella. Le storie,la cura nei dettagli, le ambientazioni e i personaggi, tutto molto giusto. Perchè il prodotto non è utile, ma complice.

Anonimo ha detto...

1731975 se oltre a appendere le campagne al muro le fai anche sarebbe meglio per tutti. Visto che da quando sei arrivato ancora non abbiamo visto niente.

Grazie.

R&W

Anonimo ha detto...

Arrivato dove? R&W ho paura che l'unico arrivato sia tu. Trust me. - 1731975

Anonimo ha detto...

Ted, sono 13.25: ho finalmente capito le campagne...ho fatto bene a fidarmi!

Anonimo ha detto...

la cosa più disbanded di questo blog sono gli anonimi che si qualificano con l'orario dell'intervento.


Anonimo delle 16.55

Darkskywriter ha detto...

"welcome back" è una di quelle campagne che riguarderò tutte le volte che avrò bisogno di un motivo per continuare a fare questo mestiere.

Anonimo ha detto...

Esagerato.

sal ha detto...

La cosa piu' divertente nel vedere la campagna per la colla, e' stata la reazione dei miei colleghi qui in germania. Tutti sono stati impressianati da questa camapagna. Alcuni non credevano perfino che fosse stata pensata in Italia. In ogni caso ben fatto ragazzi, questa campagna e' davvero bella e spero di venderne molte altre cosi'.

Ted ha detto...

Speriamo bene allora Sal, magari si porta a casa dei premi.
Penso che il motivo per cui a tutti noi piace così tanto sia soprattutto il suo semplice-ma-vero insight (come sempre alla base delle campagne più belle). E poi perché è davvero fatta molto bene. A me trasmette tutta la delicatezza che ci voleva in un'idea come questa.

Anonimo ha detto...

bello che tu abbia usato la parola "file" (o archivio). Cose belle, conteporanee possono coesistere con cose "antiche". Se poi si ricorre alla colla per tenere insieme le pagine di un classico, va bene lo stesso!

LBlue

PS: gli occhi blu del pupazzo sono meravigliosi, ti incollano allo schermo!

Anonimo ha detto...

ah dimenticavo un petit morceau: "adieu".

LBlue.

sal ha detto...

Hai ragione Ted. E' estremamente dolce e delicata. trasmette quell'amore per le cose semplici che non si vogliono buttare. Quando l'ho vista mi ha toccato davvero dentro. Spero davvero che vinca, se lo merita.
ciao

Anonimo ha detto...

La cosa che mi manda in bestia è che le persone "normali" non la capiscono! E allora che senso ha avere belle idee se non te le beccano? Io ho cominciato a fare sto lavoro per esibizionismo, per andare in giro e dire "io ho fatto quello spot", io ho fatto quell'affissione. Ma non è così! La gente ormai guarda il testimonial, il tormentone stupido, e non l'idea. Pensiamo al Galà della Pubblicità, dove i creativi ormai non salgono più sul palco...e lasciano il posto alla Megan Gale di turno...cazzo che tristezza enorme! Sono in crisi da due anni per questo motivo...

Anonimo ha detto...

11.49 se dovessimo piangere per ciò che accade di sbagliato in italia, ci spareremo tutti. lavori da due anni, non stare a lamentarti, hai la possibilità, se ti hanno assunto, di fare di meglio. fallo!!!

dio da il pane a chi non ha i denti.

uno dei tanti aspiranti.

Anonimo ha detto...

Talmente aspirante che ha aspirato anche gli accenti.

Anonimo ha detto...

va bè... neanche perdo tempo a risponderti... ora capisco che il problema non è l' Italia, forse sei proprio tu.
prova con Maria De Filippi, forse la, puoi vincere qualche premio. Forse.



accenti

Anonimo ha detto...

sta mania de vince i premi, è come voler fare l'attore per diventare ricco e famoso...aspiranti che presto diventeranno delusi, incazzati che non servono più a nulla....questi sono gli italiani.
se ci sono in queste campagne bravi creativi che abbandonassero subito il paese, via dagli italiani costruirebbero sicuramente un futuro migliore per se stessi e per chi gli sta intorno....auguri

Anonimo ha detto...

Bravo ispanico, bravo...

Anonimo ha detto...

13.34. fai ridere.chi sei il divino otelma??
mi dici i numeri del lotto per la prox estrazione.


er pappo

11.49 ha detto...

aspirante, mi spieghi cosa c'entra la tua replica con il mio post? Io ti dico che non c'è sensibilità creativa in questo Paese e tu mi rispondi di fare meglio il mio lavoro. In realtà dico l'esatto opposto: fare bene questo lavoro in Italia non paga, assolutamente. Ne abbiamo parlato e riparlato, lo so, ma io insisto: è inutile far finta di non accorgersi che queste campagne, bellissime, piacciono solo ai creativi ormai ghettizzati in un mondo tutto loro. E' triste dirlo, non odiatemi, ma dobbiamo prendere coscienza di questa situazione e cercare di cambiarla.

A tal proposito, United mi sembra l'unica agenzia in grado di produrre una ottima creatività che nello stesso tempo comunica. Ad esempio l'ultimo film Vodafone, che credo sia della United, è a mio parere molto carino, la gente lo capisce e lo apprezza. Così come i film Freddy, così come l'ultimo film Sky.

Anonimo ha detto...

ecco bravo continua a sperare nel superenalotto che è l'unica cosa che v'è rimasta

Anonimo ha detto...

13 46.
ho capito benissimo cosa intendevi nel tuo post. Sappiamo benissimo che il problema in italia è questo. Io con la mia risposta volevo solo dire che è inutile continuare a dire :in Italia è così, questa è l'Italia ecc ecc. non si risolve niente. hai la possibilità di fare di meglio, non stare a lamentarti, fai qualcosa.
Io sono del parere che se si riuscissero a fare delle belle campagne anche le persone " normali" ( come le chiami tu) le aprezzerebbero.

Che pensi che ai "non-creativi" faccia piacere vedere aldo giovann e giac ,gingle e cazzate varie?!!
aspirante.

P.s: non ho scritto io gli altri commenti ;)

Anonimo ha detto...

apprezzerebbero, mi correggo.

Anonimo ha detto...

Condordo con 13.46,

non c'entra nulla eseguire il proprio lavoro nel miglior modo. Forse un po', ma si sa già che i creativi, in fondo, non cambieranno nulla. L'Italia è quella che è, e in fondo i problemi - rispetto ad altri settori - non sono nemmeno così immensi.

Il problema è culturale.
Adoro quei direttori creativi, schietti, che ti dicono:
"O cambi lavoro, o vai all'estero".
Ma adoro anche quelli che come Ted, fanno la loro parte (un gran lavoro) dando il proprio contributo al sistema.
Tuttavia il problema è un altro, e resteremo sempre indietro rispetto agli altri paesi.

c'è una religione non-sense, non c'è meritocrazia, né tantomeno il capitalismo.

Mr. Becks

mauroman ha detto...

La campagna Attak non mi sembra così criptica.
Anzi, mi sembra diretta e frutto di quella sublime forma di genialità che è la semplicità.

Come tutte le pubblicità migliori è costruita su un insight e quindi ha anche il profumo buono della verità.

Può darsi che qualcuno stenti ad afferrarla al volo perché ormai tanti anni di trattamenti vuoti hanno atrofizzato l'uso di alcune aree comunicative.
Questo non significa che chi non la becca al volo sia cretino. E' solo che c'è bisogno di più campagne fatte come Attak.
Esattamente come dopo che ci si è tolti il gesso da una gamba spezzata c'è bisogno di terapia riabilitativa.
Perché quello che conta è tornare a camminare.

Anonimo ha detto...

parole sante.

11.49 ha detto...

le mie?

Anonimo ha detto...

no. quelle di mauroman.
c'è bisogno di più campagne come attak.

11.49 ha detto...

e delle mie che ne pensi?

Anonimo ha detto...

sono carine, ma non lasciano nulla.

Anonimo ha detto...

Quanto può essere costata la campagna Attack?

Sparo una cifra: 100.000 euro.

Ebbene, quante agenzie possono permettersi di spendere cifre simili?

Anonimo ha detto...

Forse non c'entra niente, o forse sì, decidete voi:

BBDO e DDB sono rispettivamente prima e seconda nella classifica delle agenzie con l'annata più disastrosa in termini di fatturato e new business. In BBDO, in un anno, hanno perso più della metà dei clienti, e tutti i più grossi. In DDB, a Natale, sotto l'albero invece dei regali c'erano qualcosa come 7-8 lettere di licenziamento, e a Pasqua la colomba ne porterà delle altre. Senza contare che - giustamente - il capitano Gitto ha già abbandonato la nave che affonda.
Ma in entrambe, come sul Titanic, sembra che conti una sola cosa: che l'orchestra continui a suonare...

Zambazoo ha detto...

Trovo che molti pubblicitari italiani stiano alla creatività come i geometri stanno all'architettura.

Forse è proprio un problema di formazione culturale.

Tra l'altro ho come l'impressione che siano i più giovani i più stereotipati, mi sbaglio?

Ted ha detto...

Non conosco la storia della campagna Attack, ma trovo assai più probabile che il fotografo sia stato pagato molto molto meno di quanto tu supponi, visti i tempi che corrono.
Poi normalmente davanti a una campagna così bella c'è un ritorno di immagine per chi la realizza, e questo giustifica lo "sconto". Non è molto giusto, ma questo è.

DDB e BBDO non sono andate peggio della maggior parte delle internazionali, believe me. E anche fosse, trovo salutare ed essenziale che si difendano continuando a fare ciò che dà un senso a un'agenzia: dei bei lavori.

Anonimo ha detto...

Daiiii! Super Attak la capisce anche mia nonna!

Zambazoo ha detto...

Entrambe le campagne non sono facilmente traducibili, soprattutto da un pubblico che guarda la pubblicità in modo superficiale. E' chiaro che basta soffermarsi un attimo con attenzione e tutto si illumina. Resta da capire se la comprensibilità immediata delle campagne sia un plus o un minus.

Per me spesso è un minus.

Ted ha detto...

Sicuramente Zamb.
Però distinguerei tra le due: RS è piuttosto, e volutamente, laterale. A mio parere è anche sbagliato cercare di razionalizzarla troppo: fa il suo lavoro, che è quello di far diventare interessante e cool il sito italiano di RS (che non lo è affatto), e portare visite.

Attak mi sembra il classico esempio di idea semplice e allo stesso tempo eccellente. SI capisce, nel peggiore dei casi, al secondo #3.

Zambazoo ha detto...

Pienamente d'accordo, RS tocca degli aspetti emotivi ed è inutile razionalizzarla troppo, sfugge, e così facendo si fa inseguire fino sul sito.
Attack è più tradizionale. Pur ritenendola una splendida campagna la sento meno innovativa.
In entrambi i casi non vedo un problema di comprensione, ma in Attack tutto è limpido, mentre RS è come se nascondesse dei segreti da scoprire, mi intriga. Mi obbliga a pensare, non arrivo alla "tua" stessa conclusione e così mi sento più attivo come consumatore.

Anonimo ha detto...

Signori, che dire?

Il problema è sempre lo stesso: il solito tentativo di fare una campagna che non sia reale, la pubblicità deve vendere, deve far vendere.stop.
Perché ci ostiniamo a fare cose che non hanno nessun riscontro con la realtà.
Attack è almeno aderente al prodotto, ma rolling non vuol dire assolutamente niente.
Se il web è una metafora, la pubblicità non può esserlo

un curioso di passaggio ha detto...

E perché? Entrambe elevano l’immagine del prodotto. A volte, per vendere questo aiuta.

Zambazoo ha detto...

"La pubblicità deve far vendere"... abbastanza vero ma, non tutto è un detersivo. Alcuni prodotti sono più evoluti e scelgono quindi di comunicare in modo più raffinato, oppure molto colto, oppure particolarmente intelligente, oppure... in tanti altri modi.
Il fine potrà essere anche "far vendere" (+o-) ma il modo di arrivarci dovrebbe essere per tutti diverso. Evolvere il modo di comunicare vuol dire questo. Ricercare nuovi linguaggi è molto importante per il nostro lavoro. Altrimenti saremmo tutti fermi a Carosello.

Anonimo ha detto...

A 03,50.
Mi sembra inverosimile che in un momento come questo si sgancino queste grandi somme per illustrazioni o scatti. Secondo me è semplicemente il risultato di un gran bel lavoro di art direction in tutti e due casi. Non mi pare che DDB o BBDO abbiano queste cifre da spendere.

Smile ha detto...

I comunisti mangiano i bambini.
Le donne sono tutte puttane.
La pubblicità serve a far vendere.

La terza riga l'ho trovata in un commento più su. Mi sembrava che senza le prime due si sentisse un po' sola e volevo darle una compagnia di adeguato livello intellettuale e professionale.

Anonimo ha detto...

Nella campagna Attack le parole non sono lì per
decorazione,sono lì perchè c'è un'idea, c'è un'emozione, c'è una diretta pertinenza col prodotto. E' una campagna dove niente è inutile, l'interpretazione è univoca e chiarissima.

Nella campagna RS il copy è pura illustrazione, orpello, decorazione, indulgente e autoreferenziale. Non si capisce che cosa significhi. Non c'è un'idea ed è il vizio peggiore di tutta una scuola pubblicitaria italiana che ha sempre previlegiato il trattamento alle idee, restando sempre indietro all'estero, ma sentendosi fichissima in Italia.

Anonimo ha detto...

L'idea di rollig non esiste, non ha nulla di pertinente col fatto
di spingere qualcuno a scrivere www.rollingstones.it

Anonimo ha detto...

Onore al Conte, onore al Toro Loco. Dio sa se ve la siete meritata: questa campagna prova che spalare merda per mesi e mesi non toglie la voglia di fare creatività. Complimenti da un vostro fan.

Soze.

Anonimo ha detto...

Il Conte? Il Toro Loco? siamo arrivati ai nomignoli? Allora piuttosto El Cabezòn y el Fenomeno!

Trendellemburg

Anonimo ha detto...

To some confused and confusing creative people:

You’re a salesman, not an artist:
Want to be an artist? God bless you. So do I. I wish us both the best.

But first you probably need to quit your day job. As a creative director, your job is to sell stuff. If you don’t like that, I don’t blame you. It’s dirty work and hard on the creative ego.

However, if you are not comfortable being a salesman you will not be comfortable or successful being a creative director.

Does this mean it’s impossible to create advertising that rises to the level of art? No. Every generation has a few people who can do that. But trust me on this one, it ain’t you.

Ted ha detto...

Informatomi sulle campagne, ho appreso che Attak è vera-verissima. Quindi complimenti doppi e in bocca al lupo per i giovani leoni (if under 28).

Anonimo ha detto...

Sono over, meglio così. i giovani leoni valgono meno di zero.

Puntate ai leoni che contano, ce la potete fare.

Anonimo ha detto...

Ted, scusa se alimento un dibattito chiuso, ma vorrei davvero sentire la tua.
Ok, sulla campagna Attak siamo tutti d'accordo: molto bella e intelligente.

Ma parliamo della campagna RS. Premesso che porto il massimo rispetto per la coppia Pepe-Siani e la considero tra le top in Italia, non ti sembra che la campagna in questione sia più che altro una bellissima esecuzione? Cioé: dov'è l'idea? Internet è una metafora? E Rolling Stone che c'entra?
Ok. Tutti sappiamo che Pepe è un artista, che il cliente è quello giusto per fare certe cose, che l'impatto visivo è già di per sé abbastanza. Ma cacchio: stiamo parlando di Rolling Stone, non di una barretta di cioccolata che comunica con un gorilla che suona la batteria.

AA

Ted ha detto...

Ci sono campagne in cui l'idea è molto sbilanciata sull'esecuzione, ma sono talmente bene eseguite che diventano (o restano) belle.
RS è certamente un'opera quasi artistica, cosa che trovo perfettamente in sintonia con l'immaginario della rivista, e dei temi musicali in generale. Del resto "spiegare" cosa trovi su rollingstones.it sarebbe stato (questo sì) un po' ridicolo.
A me la campagna piace, forse anche perché non sarei mia in grado di pensarla né tantomeno di realizzarla.

Quella della colla invece sarei stato in grado di pensarla, MA NON L'HO FATTO! Ed è per questo che in questo preciso istante, in diretta, decido di farla finita e mi ammazz....

Anonimo ha detto...

Secondo me Ted la risposta è più semplice:in certe campagne come RS o Freddy il copy è debole.

Paola ha detto...

secondo me sono bellissime campagne. Complimenti. Ma la migliore di quest'anno è la promocard con i due retri. semplice ma molto forte...