mercoledì 21 maggio 2008

"La mia campagna meritava di finire dentro."



Ti senti vittima di un'ingiustizia perché il tuo lavoro è rimasto fuori dall'annual dell'ADCI? Pensi che fosse di gran lunga migliore rispetto a quella campagna che invece è entrata? Sfogati con Ted Disbanded, che pubblicherà, a suo insindacabile giudizio, i lavori rimasti ingiustamente fuori. Manda o segnala le campagne a vivated@gmail.com

Elvis the building has left.

52 commenti:

Anonimo ha detto...

Da sempre l'Adci scatena gli istinti peggiori degli esclusi, o meglio, dei non partecipanti in quanto sprovvisti dei requisiti minimi. E sulla tua iniziativa, caro Ted ci sarà da divertirsi sul serio. Son sicuro che qualche giovane creativo potrebbe sorprenderti piacevolmente, ma vorrei proprio che ti arrivassero tutte le opere degli eterni delatori dell'Adci, vecchi e nuovi. Bene, buon lavoro

Anonimo ha detto...

Perché tu anonimo e i tre sopracitati con nome e cognome, non è carino. L'anonimo commentatore che ti ha preceduto

The Ego ha detto...

Ted ma punto cosa?

Cioè vivated@gmail.(?)

Ahhhhh..ma è una presa in giro!!!?

Anonimo ha detto...

Ops, The ego, c'avessi ragione?!

Ted ha detto...

Vivated@gmail.com

Io in verità vorrei ricevere dei lavori belli rimasti fuori perché i gusti sono tanti e diversi, come con le caramelle.
Me ne viene giusto in mente qualcuno.

Vecchio dentro ha detto...

Ma perché bisogna sempre far finire le cose divertenti in schifio? Suppongo che tu le abbia dette in faccia agli interessati le tue opionioni, vero?

italiano medio ha detto...

Ted è una splendida iniziativa!
Nell''Adci ci sono talenti sottovvalutati, ignorati ed emarginati.Ad esempio il segretario ADCI Gianguido Saveri esperto nazionale di creatività non ha praticamente nulla nel librone. E' ora di farti conoscere GG, perchè non ci mandi qualcosa?

Ted ha detto...

Vecchio dentro si riferiva, credo, a un post rimosso per errore perché postato due volte. Me ne scuso.

L'iniziativa è una stupidaggine senza alcun secondo fine: siccome ho visto che c'erano delle campagne che per esempio a me piacevano ad erano riamaste fuori dall'annual, ed essendo questo il mio blog, mi piaceva dare loro un piccolissimo spazio. Tutto qui.

Anonimo ha detto...

bella iniziativa Ted, il tuo giudizio per me vale particolarmente. Non so, credo che lo baratterei con quello dei 40 giurati.

Anonimo ha detto...

Intanto spulciando i credits si vedono già i primi furti. Devo dire che i senior spesso in questo hanno di che vergognarsi.

Mi piacerebbe sapere che soddisfazione ci sia vincere ori con le idee di junior o stagisti. Mah... solito schifo. (ovviamente non va generalizzato.) Chi sa, sa.

Ted ha detto...

La verità è che i 40 giurati hanno dovuto vedere e giudicare ben 800 lavori a testa. Da casa.
Sono oggettivamente troppi.

Per cui può sicuramente essere successo che qualcuno, colto dalla stanchezza o dalla noia, abbia per esempio sorvolato su un testo lungo una pagina, o su una campagna radio da 5 soggetti, o sulle 20 ante di una brochure.

Io mi auguro di no, ma può essere successo.

Ecco perché pensavo che, magari, qui si può riparare a qualche danno.

Non sarà una tribuna vastissima, ma i post di pubblicità qui ricevono 400 visite al giorno, e fatti due conti non è male come riparazione.

FRa' ha detto...

Ragazzi (???) c'e' poco da menarsela, sara' rimasto fuori o senza premio, al massimo un paio di lavori carucci, ma non e' questo il punto. Finche' in Italia esisteranno le telepromozioni amatissime dai nostri clienti, e anche dall'italiano medio che poi le premia con gli acquuisti, lo scettro sara' ancor di piu' in mano ai centri media, e la cultura in comunicazione dei clienti e dei manageroni imbolsiti delle nostre agenzie, avremmo sempre piu' annual del cazzo. I creativi italiani, sono bravi. Ma timorosi. I direttori creativi italiani schiavi della loro famiglia, mutui, e non sono capaci di difendere i loro creativi. Stagisti che lavorano fino le 3 del mattino a 500 euro, senior che accettano di sfornare la peggior comunicazione mai vista perche' si sono rotti il cazzo di vedersi scavalcare da account portaborse e leccaculo da eppiaur con moitini in mano, ch ediventano presidenti di agenzie morte, non vedremo mai niente di accettabile. Con buona pace del nuovo coniglio dell'ADCI, dei giovani presuntuosi che senza farsi il culo vogliono un leone a Cannes. Fatela finita. Questo mestiere, fare il creativo in Italia, e' vicino orami alla merda. Non bastano uno o due vincite agli internazionali, un entry ai Clio, per uscirne. Quando avremo il coraggio di morderla, sta merda, succhiarla ben bene, forse ne usciremo. Ma qui preferite buttarla addosso alle vecchie e nuove giurie. Ai sistemi di votazione, all'eta' anagrafica dei creativi dell'ADCI. Archeologia o attualita'. Siamo pippe. Non perche' non siamo bravi a fare buona comunicazione, ma perche' non siamo bravi a farlo capire, accettare, comprare. Ne' a difenderci. Arresi, disertori, imboscati, onanisti, copioni, invidiosi e bavosi. Come me. Ma degli inglesi, io.
A monte. Cin cin.
Francesco Roccaforte, di fu Salvatore, e Giovanna Fiorentino. Olbia, 30/09/1958.
Cosi giusto pe ste merde degli anonimi de sto cazzo. Vaffanculo stronzetti. V'aspetto fuori.

Anonimo ha detto...

Fra', alle tue attente osservazioni, aggiungerei che il paese Italia fa schifo anche per gli scoppiati come te. E non firmatevi con la data, sembra una lapide. E' meglio l'anonimo.

Mr. Becks

Anonimo ha detto...

Ted, comunque non si può parlare di pubblicità senza affrontare i discorsi storia e politica. La pubblicità in Italia non è semplice come negli altri paesi e la colpa non è soltanto di una categoria, ma della nostra capoccia.
A questo punto sembra ridicolo discuterne ancora, perchè un infinità di settori (non solo l'adv) stanno in mezzo alla merda (o almeno chi ci lavora) e hanno parte della loro merda in bocca tutti i giorni. Non pensiamo che quelli che fanno altri lavori navighino nell'oro culturale ed economico.
Questa testa di merda che abbiamo tutti noi quando cantiamo l'inno di Mameli, orgogliosi di essere una nazione ma che in realtà ci inculiamo tra di noi. Perchè è così o sbaglio?

Allora Fra', qui c'è gente che ha magnato e ha stramagnato (parlo di soldi ora, non di merda)e adesso tu implori coraggio. Ma dai.
Il lavoro si è rovinato per centomila motivi. Ma è certo che continuare a parlare di caste non risolve il problema. E continuare a dire che la pubblicità è un lavoro duro, che bisogna avere la pellaccia per sopravvivere (come fanno nelle accademie di comunicazione), che i primi anni ti devi accontentare di un paio di bruscolini, di un contratto da schiavo e se poi sei bravissimo puoi pagarti finalmente l'affitto di un 80metriquadri di appartamento, a frà, almeno quelli che si pagano il mutuo la casa ce l'hanno.
E dai su.

Mr Becks

Ted ha detto...

A me sembrano tutti discorsi antichi.
Ho smesso da tempo di chiedermi cosa non va in questo nostro mestiere, mi basta vedere in che paese tento di svolgerlo.

FRa' ha detto...

Tadde, in tutta amicizia, non sei il solo che ha smesso di chiederselo. Il problema, ma per te e' la soluzione, e' che tu fai. Non ti chiedi. Gli altri rompono il cazzo ma non fanno. La mia lapide esiste da tempo. Non faccio piu'0 il copy. In italia nessuno legge. Perche' non sa leggere. E nenache scrivere. Vedi copywriting di quest'anno. Complimenti. Continuate cosi. Fatevi del male. Ah imbecilli. Francesco Giacomo Antonio Marchese Roccaforte, gallurese. From Sardinia, California. Riposa ma molto in pace, che gia' fece, defeco' trombo' fumo e si drogo'. E si diverti' pure e pure ora s'addiverte a rompe er cazzo a li pischelletti brufolosi piagnoni e mammoni. Ale' pu' pu'.

Anonimo ha detto...

Fra', c'era un volta una cellula che rompeva i coglioni alle altre sue vicine, dopo un po' le influenzò e diventarano tutte rompicoglioni. La macchia si ingrandì sempre più, fino a diventare una nazione.
Minchia, c'è poco da essere bamboccioni, qui il culo se lo fanno in molti e stanno anche zitti, ma il fatto non sta nei premi scippati dell'adci (cazzo mi frega). Il problema è che sei un magnone e ti sarai fatto pure il mazzo lavorando e vincendo le patacche all'artdirectorclub, ma non hai creato nessun clima per le generazioni che sono venute dopo di te. E questo proprio perchè ti fai brillare il dente, come nella foto che hai messo nella tua sezione dell'adci.
Attaccati pure ai giovani, che non sanno scrivere ecc. Forse è vero. Però una cosa è certa: i ragazzetti trombano più di te.
Datte na rilassata e se puoi portami una bottiglia di "Buio Buio", senz'altro uno dei miei preferiti sardi.


Mr. Becks

P.S: per una cosa ti invidio: davvero hai visto i Clash a Firenze?

kttb ha detto...

Frà
io le tue cose le ho lette con interesse quando è capitato. :)
Assolutamente d'accordo con la tua diagnosi.
Basta lamentarsi di DC e Clienti. E' un piagnisteo insopportabile oltre che sterile.
Servono più azioni, fatti. Tra l'altro la tecnologia di oggi ci offre molte più possibilità
di comunicare rispetto agli anni '80 e '90.
E allora comunichiamo (e persuadiamo) i nostri interlocutori.
Che dovrebbero essere i direttori marketing e gli amministratori delegati.
Non le giurie di cannes o dell'adci.
Purtroppo, gli anonimi incazzosi dei blog spesso restano tali anche nelle sale riunioni
quando sarebbe il momento di difendere un'idea. Difendere non significa incazzarsi e dare del pirla al cliente.
Troppo facile, del tutto inutile.
Significa argomentarla e fare il possibile perché l'interlocutore capisca che ti paga (non fate 20 gare gratis all'anno, per favore)
per portargli idee e soluzioni.
Come diceva qualcuno, i premi "sono solo canzonette".
Così avrei chiamato questa bella iniziativa di Ted.

@Ted
Giudicare 800 campagne a testa è quasi demenziale.
Non ho nessuna voglia di contestare il criterio delle giurie ristrette
anche se, continuo a pensarlo, ha proprio questo problema:
esaurisce le facoltà di giudizio.
Una volta mi ritrovai a finire i lavori di giuria a mezzanotte
eravamo rimasti in due a valutare la radio, io e Gitto. Secondo me eravamo totalmente rincoglioniti. Io di più.
Per questo non ho mai voluto riguardare la lista dei radio entrati quell'anno.
Temevo di vergognarmi delle mie scelte.
Ciao :)

Ted ha detto...

Condivido in pieno kttb. Chi ancora se la prende con clienti, DC, creativi, addirittura account, non ha una visione chiara di dove sia in questo momento il nostro paese.
Un paese in cui anche solo tentare di produrre creatività accettabile per un mercato che non la desidera e anzi la respinge, è da encomio. O da manicomio, dipende dal punto di vista.

Saluti.

FRa' ha detto...

KTTB tutto giusto.
Ted, il nostro paese vive il momento che vive perche' e' fatto anche di quei clienti con cui io me la prendo. Di quei dc, con cui io me la prendo, di account con cui io me la prendo, di creativi con cui io me la prendo, di quei ragazzi e ragazze con cui io me la prendo. In culo. Me, la.
Francesco Roccaforte, presente in transenna allo stadio comunale di Firenze, curva sud (?), il 23 maggio 1981. Ogni 10 anni ritorniamo sul posto e ci droghiamo di tutto in onore ai Clash. Prossimo appuntamento 2011. 3 anni e siamo li'.

Francesco Bozza ha detto...

Caro Ted.
Solo per dirti che per quanto mi riguarda, il dover giudicare 800 campagne comodamente seduto nel mio ufficio (insieme a qualcuno dei miei creativi) è stato davvero un momento piacevole. L'appuntamento delle 19 con l'aperitivo in mano e le patatine...

Invece, a proposito della tua iniziativa, sai già cosa penso dell'annuncio della talpa...
Trovo incredibile l'esclusione dai metalli dell'annuncio Nintendo Scarpa e l'esclusione dalla shortlist dell'annuncio (sempre Nintendo) con quel delizioso giochetto del 90-60-90...
Mi dispiace per la mia agenzia che sia rimasta fuori la campagna stampa per Medici Senza Frontiere (sono passati invece gli spot) e due titoli per Arena nella categoria Copywriting.

Ma questo è ovviamente un giudizio assolutamente di parte...

Saluti

francesco simonetti ha detto...

ciao bozza, ciao ted,
non faccio parte dell'ADCI, ma qualche giuria come l'ADPRINT la faccio lo stesso, perciò vi segnalo che secondo il nuovo regolamento,la citata stampa Nintendo 90-60-90 dovrebbe essere dentro, perchè già selezionata per le shortlist ADPRINT.

francesco simonetti
socio D&AD

Anonimo ha detto...

Campagna che tra l'altro nessuno, a parte i giurati e qualche fortunato, ha mai visto.

Anonimo ha detto...

http://adsoftheworld.com/media/print/nintendo_ds_escape

Parli di questo annuncio Nintendo scarpa?

Rolando ha detto...

Per quel che ne so Nintendo ha una sua rivista ufficiale. E quindi hai voglia quanta roba può uscire.

Un po come Sky con i suoi canali.

Basta una pubblicazione e la campagna è degna di premiazione. Rendiamocene conto e sfruttiamo queste occasione ancora più di come stiamo facendo.

Se ci mettiamo a discutere questa è finta non si va da nessuna parte. Promuoviamola creatività, di certo se è buona l'agenzia si sbatte per fargli fare almeno un'uscita.

Per restare in tema del post io darei un premio speciale a Eurorscg e i nuovi spot della TIM. Essere riusciti a toglierci di torno la canalis, il vigile de sica e i ragazzi della tim tribù meriterebbe un cono di platino.

Anonimo ha detto...

@KTTB,
sono d'accordo su molto di quanto hai detto. C'è una cosa però che non riesco a decifrare. Vorrei chiederti, senza fare troppa polemica, se puoi spiegarmela. Tu hai scritto:

"gli anonimi incazzosi dei blog spesso restano tali anche nelle sale riunioni
quando sarebbe il momento di difendere un'idea. Difendere non significa incazzarsi e dare del pirla al cliente.
Troppo facile, del tutto inutile.
Significa argomentarla e fare il possibile perché l'interlocutore capisca che ti paga (non fate 20 gare gratis all'anno, per favore)
per portargli idee e soluzioni."


1. Penso che molti degli anonimi presenti su questo blog siano degli junior, i quali non hanno per forza un contratto inderterminato. Di conseguenza, ci vuole un nulla per far sì che vai sulle palle a qualcuno, "magari al tuo capo che ti legge" che, frullando il tuo contratto a progetto nel trash più vicino, ti elimina dalle poche e belle agency in circolazione.
Quindi: motivo dell'anonimato.

2. Le gare chi le deve difendere? Io ancora non l'ho capito. Una volta avevo fatto dei testi e in registrazione eravamo il mio capo e il cliente. Quest'ultimo voleva modificare una frase (e punteggiatura) creando una discrepanza incredibile. Alla mia dolce e innocua replica il capo si girò e mi brucio letteralmente, facendo peraltro una smorfia come dire: brutto plebleo, vai a lavorare. Oggi non lavoro più lì, ma una volta ho voluto dire al dc quel che pensavo di quel posto. La risposta è stata che dovevo capire ancora molto di questo lavoro e che non avevo esperienza.

3. Come si fa a difendere una campagna quando sei junior? Hai i mezzi per farlo?
Poi: sempre gli junior, come fanno a farsi pagare le gare dal cliente?


Mi scuso delle troppo domande, ma vedo il dito puntato un po' troppo verso le nuove generazioni. Penso sia troppo facile anche questo.


saluti

Mr. Becks

The Ego ha detto...

Leggendo questi commenti mi sto spaventando!

Veramente i Senior "prendono" le idee dai Junior?

Se sì, perchè? Un giovane che cresce non fa bene all'agenzia? E un senior che vede crescere il suo junior non si sente orgoglioso?

Oppure è il solito discorso della sedia calda sotto al sedere che fa sempre piacere?

Qualcuno mi delucida per favore!

Anonimo ha detto...

questo è il problema dell'umanità, nessuno prova più vergogna

Anonimo ha detto...

Guarda ego c'è un'equazione facile facile.
Funziona all' 80% secondo me:
In ogni campagna i junior o stagisti possono aiutare i senior (leggi: fammi sta bodycopy, scrivimi un po' di altri titoli).

Quando nei credits vedi solamente i senior vuol dire che il senior ha avuto l'idea, ma magari il titolo, l'art direction, qualche dettaglio anche fondamentale è stata fatta da
stagisti. però lui ha avuto l'idea e lui si prende il merito.

Queando nei credits vedi sia il nome dei senior che quello dei junior o stagisti, allora l'idea la hanno avuta di certo gli stagisti e il senior ci avrà aggiunto un titolo o un dettaglio.

A volte capita che anche nel secondo caso compaino solo senior.

Nel raro caso che ci siano solo junior/stagisti allora vuol dire che l'hanno fatta quasi segretamente e poi presentata segretamente direttamente al direttore creativo.

Parlo per la mia esperienza, quindi non generalizziamo, esistono anche persone serie in questo lavoro.

Un Pirla.

Anonimo ha detto...

Caro Pirla, cambia Agenzia: non è così dappertutto, ti garantisco.
Ti inviterei a guardarla da questo punto di vista: se l'idea c'è già e funziona, per uno stagista fare due titoli per due soggetti nuovi non è poi farsi 'sto gran culo ma una meravigliosa opportunità no cost, un regalo da leccarsi i gomiti ;-))

Anonimo ha detto...

So che non è così dappertutto e non dico che fare il lavoro dei senior non sia una bella opportunità, dico solo che molto spesso non viene ricunosciuto nei credits (si parla più di individui che di agenzie in generale). per il resto non solo ho cambiato agenzia, ma anche paese, un paese dove i credits sembrano i titoli di coda di un film. Perchè se hai dato una mano nei credit ci devi stare.

Un pirla.

Anonimo ha detto...

Bravo pirla.

Anonimo ha detto...

capita anche che la campagna la fa tutta lo stagista e i credits ce li ha solo il senior.

a me è capitato.

e sono anonimo per i motivi che ha spiegato mr. becks.

The Ego ha detto...

Cambiato paese? E dove sei ora? Cioè dove lavori?

Anonimo ha detto...

'a the ego, 'mmazza che tassa che sei!

Anonimo ha detto...

Pirla ha ragione. E' vero quel che dice.
Qui si campa di rendita: non si guardano più i premi, ma chi l'ha fatti. Dai su svegliamoci.
Ma poi chissenefrega de ste cavolo di patacche, perlomeno facessero contratti seri insieme a normali retribuzioni, così facendo si vedrebbe un po' meno l'anonimato nei blog e magari quanche junior potrebbe pagarsi casa e comprarsi una bottiglia di Barbera serio ogni tanto. E che cazz!

Mr. Becks

Anonimo ha detto...

calpestare il terreno, può avere anche questo effetto

http://www.youtube.com/watch?v=WhF7dQl4Ico

che è pari a quell'impronta del gigante sul terreno: sense of freedom.

Vecchio dentro ha detto...

Mi sembra un po' tardi per spiegarmi, ma quando parlavo di "dire in faccia" non mi riferivo a Ted ma ad un anonimo che criticava un paio di persone.Solo questo.

Dax82 ha detto...

Grande Mr. Becks. E' pazzesco, condivido tutto quello che scrivi. Eccetto il Barbera che non mi piace.

robyb ha detto...

Secondo me quando si parla di dc, junior, clienti, senior, etc. etc.
si sbaglia già l'analisi in partenza. Non esiste un ambiente. Ma un insieme di realtà, ognuna diversa dall'altra.
Sono 2 anni che faccio sto lavoro ed ho visto e sentito tutto e il contrario di tutto. Esistono situazioni comuni, vero. Ma è sbagliato generalizzare.

La mia opinione è che è tutto un discorso di fiducia. Quella che manca. Quella che dovrebbe esistere in ogni rapporto. Ma che, in questo ambiente, purtroppo raramente esiste. Senza quella non uscirà mai un buon lavoro. E continueranno ad esistere le cose che tutti sappiamo.
Laddove esiste si realizza e si lavora bene.

Anonimo ha detto...

Vedo che siete tutta gente che ne sa molte di cose....
Io che non so niente delle magagne che ci sono dentro, forse la vivo ancora bene...
Vi assicuro che farò di tutto per non perdere questo mio stato d'animo...
E poi ne approfitto per fare una domanda "agli esperti"...
Come faccio ad entrare in stage in qualche agenzia?
Sarei felice anche solo di sapere come fare ad avere un colloquio...
Ovviamente parlo dei grandi network...

grazie

The Ego ha detto...

@ 16.29

Se riesci, prova a parlare italiano.

Anonimo ha detto...

@Anonimo delle 15.37:

Anche a me è capitato di avere azzeccato una campagna durante lo stage. Era culo. Un cliente grande. Ricordo che stavo lì da 10 giorni. L'art con cui lavoravo, era talmente incasinato e scoglionato che mi lascio piena autonomia.
Ogni tanto sentivo:

No.
No.
Carina, ma non passerà mai.
naa.
Sì, sì. Lavora meglio sul titolo.
Continua, non ti fermare lì.

Piacque al DC e quando andò onair vidi sulle classiche riviste online di adv il nome del copy senior della stanza accanto.
Non è che volevo il nome, in realtà volevo fare bene e basta. Quindi mi feci i cazzi miei, ovviamente, figuriamoci se uno arrivato da pochi days poteva pretendere già. Un collega chiese al DC come mai fosse andato un altro nome e il capoccia disse che non avevo un contratto, quindi...

Mr. Becks

anonymous director ha detto...

Io sono stato fortunato. I miei capi e supervisor non mi hanno mai rubato mezzo credit.

Ora, da un po' di anni, faccio il direttore creativo.
Per principio, se uno junior fa meno della metà dell'annuncio e io tutto il resto, metto solo il credit del junior.
Ho fatto diverse campagne che hanno vinto premi e preso shortlist senza mettere il mio nome e mettendo quello dei creativi (anche "senior") che erano andati in tilt e a cui ho dovuto fare di sana pianta il lavoro.

Questo non perché io sia un genio generoso, un santo o un imbecille, ma perché credo che se uno è veramente senior, non ha bisogno di andare spiluccando credits qua e là.

Può essere che alcuni di voi abbiano avuto a che fare con dei figli di puttana, però vorrei che guardaste a questo mestiere con più fiducia.

Ted ha detto...

A tarda sera, avendo letto i vari interventi, vorrei rispondere generalmente con le stesse argomentazioni del creative director anonymus che mi precede: neanche a me è accaduto mai nulla del genere, nè tantomeno ho fatto in modo che accadesse ad altri. Un po' come quei bambini che vengono picchiati tanto da piccoli e poi tengono viva la tradizione con i propri figli. Non mi è successo per fortuna.

Di Francesco Bozza conosco la passione per questo lavoro per cui non dubito che si sia spulciato con attenzione le 800 entrate (a proposito: MSF quali?).
Dico solo che per alcune categorie un po' più "tecniche" forse la giuria di 40 elementi è fin troppo larga. La talpa è entrata, se non sbaglio.

Sono anche molto d'accordo con Rolando sul punto delle riviste ufficiali, e perché no anche sulla TIM, partita benissimo ma poi come era facilmente intuibile non facile da tenere su livelli alti.
Non mi stupirei se tra mezzo anno qualcuno rimpiangesse le battute in romanesco (spero tanto di no).

Anonimo ha detto...

Vi posso raccontare da anonima, e spero possiate capire, che a me le idee le rubano in continuazione. Che piuttosto che farmi andare in riunione con il cliente il mio capo mi riempie di esecutivi alienanti che sono ovviamente superurgenti. Che quando scarabocchio due idee mi trovo sempre gli appunti scartabellati e posso giurarvi che non sono paranoica. Insomma, posso dirvi che nonostante il mio cervello sia una spugna, che leggo, mi informo e sia una persona attenta e con una insana passione per questo lavoro nell'agenzia dove lavoro (e dove mi avevano detto sarei venuta a fare il senior) la mia passione e la mia voglia di fare vengono ostacolate e non fatte crescere? Ci credete? posso dirvi che è così. Aggiungo anche che è da 3 mesi che sono qui dopo aver cercato per un anno... Insomma, forse la domanda vi sembrerà ingenua e stupida, eppure io continuo a chiedermi: ma se sono una risorsa con qualche numero perchè non mi sfrutta nessuno e mi tengono testa sotto? Perchè i senior che conosco hanno così paura (questa è la mia interpretazione)?

Bah, se qualcuno mi risponde con qualche argomentazione che mi possa illuminare gliene sarei grata.

Ah, non ditemi di cambiare lavoro, cis to già provando e non batto chiodo perchè mi offrono solo collaborazioni del tubo ed io ho un contratto a t. indeterminato... fate voi...


ps. cmq, se vi interessa sul numero di Print di questo mese c'è un articolo che si intitola "the italian job" in cui si descrive la realtà italiana e direi la crisi vista da fuori. Mi fa solo ridere che cita come buon esempio la comunicazione del Torino World design capital che invece è uno schifo per tanti motivi...

beh. ciao.

blini ha detto...

bravo ted,
questo sì che è un post che ottiene partecipazione.

kttb ha detto...

@mr Becks
quando ho scritto che gli anonimi incazzosi dei blog sono spesso proprio quelli che stanno zitti in riunione,
non pensavo davvero ai giovani.
Quando scrivo che lamentarsi non serve e abbiamo un disperato bisogno di fatti, mi rivolgo invece a tutti.
Ho scritto lunghi post sull'argomento, nella categoria abci, il cui scopo non è rispondere alla domanda “perché non vinciamo a Cannes?”
ma trovare risposte comuni che possano aiutare a tirarci fuori dalla merda.
O, detto senza francesismi, capire cosa possiamo fare perché il nostro lavoro torni ad assomigliare a una professione.
Ciascuno di noi dovrebbe impegnarsi tutti giorni in questo senso. dc, senior, junior e aspiranti.
La battaglia comune è difendere un principio fondamentale: le nostre idee hanno un valore ECONOMICO. E dobbiamo darglielo, sempre.
A qualunque livello della "scala gerarchica".
Quando per entusiasmo o narcisismo lavoriamo gratis gettiamo l'ennesima palata di terra su questo principio.
Se il lavoro di un junior porta soldi alla mia agenzia io devo pagarlo. Lui dovrebbe pretenderlo.
Tutti i giovanissimi che stanno lavorando gratis, creando campagne che producono un fatturato per l'agenzia, contribuiscono al mantenimento di un sistema che poi contestano e li fa soffrire. La loro è una responsapibiltà "secondaria", ovvio, dovuta all'enorme entusiasmo, alla grande voglia di arrivare e, diciamolo, a un po' di non consapevolezza.
Non siamo artisti e lavoriamo per il denaro. Questa frase deve diventare un mantra collettivo.

kttb ha detto...

@pirla
Quello che racconti sugli scippi di credits è sempre successo
ma non tanto quanto sostieni.
Qualche giorno fa ho postato un lungo sproloquio personale (categoria mission) dal titolo semi seri.
Copio incollo l''ultima parte, perché parlavo proprio dei "credits"

Sono convinto che quando “arriva l’idea” abbiamo semplicemente aperto una soglia ,
spesso grazie anche all’energia di persone che magari in quel momento non sono lì con noi.
Ma ci hanno aiutato con una parola, una frase, un visual. Tanti piccoli semi.
Anche quelli che magari non erano giusti, proprio perché non erano giusti.

Duecentodieci anni fa William Wordsworth (omen nomen) e Samuel Taylor Coleridge pubblicarono una delle più belle raccolte inglese: “Lyrical Ballads”.
Ogni tanto qualche critico andava a stressare Wordsworth: “ci dica la verità, noi lo abbiamo capito, è lei l’autore della maggior parte dell’opera”.
La risposta era sempre la stessa (cito il senso) :
“ogni parola, momento, vissuto con Mr Coleridge ha contribuito alla raccolta che lei ha in mano.”
Stiamo parlando di uno dei momenti più alti nella storia della letteratura.
Non di pubblicità.
Per non sbagliare, ogni volta che devo dare dei credits
inserisco i nomi di tutte le persone che hanno partecipato alle riunioni di brain storming.
E' facile.
ciao

Ted ha detto...

Il livello di questo blog improvvisamente si eleva.

Anonimo ha detto...

@KTTB,

Approvo n pieno quello che hai detto. Ma alla risposta negativa del coraggioso seguirà sempre la frase "avanti il prossimo".
La battaglia potrebbe sconfinare un po' troppo.

Mr. Becks

kttb ha detto...

@ Mr Becks (e non solo)
Sinché anche i coraggiosi avranno paura che un altro si faccia avanti
continueremo ad andare indietro.

Ma la sindrome del sì obbligato
per non restare fuori
ci fa restare dentro
un sistema che non piace
perché non è quello
che si immaginano i giovani aspiranti
perché non è quello
che ricordano i vecchi senior.

Il divide et impera
ha sin qui funzionato molto bene
facendo leva su un certo nostro egocentrismo
narcisismo
onanismo intellettuale.

Facciamo a gara
a chi ce l'ha più lungo
(l'elenco premi)
mentre altri ce lo mettono nel culo
e anche chi ce l'ha enorme
(il solito elenco premi)
inizia ad avvertire un leggero fastidio
a meno che non sia passato all'altra sponda
e non alludo a preferenze sessuali
ma all'attitudine a fottere il prossimo.

ADCI, BOLLE BLU, SUPERCAZZOLA
chiamiamoci in qualunque modo
purché non sia più "PIRLA"
perché tali siamo stati
ad arrivare a questo punto.

Fissiamo delle regole, parlo di soldi, di costi orari di comportamenti
rispetto al rapporto con le agenzie, con i clienti, con junior e stagisti.
Per quanto riguarda i soldi
stabiliamo dei tetti minimi sotto i quali è auto lesionismo scendere.
Il tetto massimo non serve. Comunque c'è il mercato.

Stabiliamo norme ed etica.
Senza preoccuparci
di quelli che dicono e non fanno
ci saranno sempre
ma se lo siamo tutti
allora ci meritiamo
tutto quello che abbiamo.
ciao
m.